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Chernobyl

Chernobyl: “Morto il primo soldato russo esposto alle radiazioni”

Pubblicato il 2 Aprile, 2022

Adesso c’è anche una vittima delle radiazioni. E’ morto il primo soldato russo a causa delle conseguenze provocate dall’esposizione senza le necessarie protezioni nella zona contaminata dal disastro della centrale nucleare di Chernobyl. L’azienda Energoatom ha segnalato la notizia attraverso il suo canale tv ufficiale.

Altri 26 soldati russi sarebbero attualmente ricoverati, mentre 73 sarebbero stati trasferiti.

“La situazione a Chernobyl è catastrofica, i russi non hanno il controllo della situazione. Si rischiano effetti ad ampio raggio. L’area della centrale deve essere de-militarizzata. Ho scritto di mio pugno una lettera al segretario generale dell’Onu Guuterres per chiederlo”, così, incontrando i media internazionali in videocall a Leopoli, aveva dichiarato la vicepremier ucraina Iryna Vereshchuk.

Si sa che l’area del sito esploso nel 1986 è fortemente contaminata tanto da essere stata interdetta all’essere umano con un perimetro di esclusione per l’intero secolo a venire. È radioattiva l’aria che si respira, è contaminata la terra, sono pericolose le acque.

La polvere di quel maledetto 26 aprile si è posata ovunque. Senza contare che in un perimetro che ha come raggio almeno 30 chilometri dal reattore esploso sono state interrate tonnellate di materiali utilizzati per intervenire subito dopo il disastro.

Negli ultimi anni era emerso anche un macabro turismo di Chernobyl, con la visita all’area di alienazione o di esclusione come è stata chiamata: una sorta di luna park della desolazione radioattiva con partenza da Kiev. Ma, appunto: anche il turismo era legato al rispetto di diversi fattori di sicurezza.

Dopo 37 anni il livello medio delle radiazioni nell’aria che si misura con l’intensità della dose gamma ambientale si è stabilizzata: non è più letale nell’arco di un’unica giornata se si rispettano le regole. In ogni caso anche nel turismo venivano prese delle precazioni, sia per quanto riguardava l’abbigliamento e le maschere, sia per quanto riguardava l’interazione con l’ambiente.

Alcune aree più esposte (le radiazioni non sono distribuite in maniera uniforme) erano religiosamente evitate grazie a dei contatori geiger.

Ma, così come aveva denunciato la vicepremier ucraina, i russi non stanno agendo con le necessarie precauzioni, correndo pericoli che potrebbero avere gravi ripercussioni non soltanto fra le loro truppe. E la prima vittima confermerebbe le allarmanti previsioni.