Pubblicato il 26 Luglio 2022
“Continuo a ripeterlo ad alta voce, vorrei una sentenza esemplare, così la morte di mia figlia non sarebbe inutile. Vorrei che sia da monito e da esempio per tutti quei ragazzini che commettono reati e come questo assassino nei primi giorni credono e dicono che in quanto minorenni non sono punibili”.
Così Vincenzo Gualzetti.

E’ da stamattina presto che il padre di Chiara è fuori dal Tribunale dei minori al Pratello. E’ una giornata importante per lui.
Attende la sentenza per il diciassettenne che ha ucciso sua figlia e che sta sostenendo l’udienza del processo in abbreviato.
La madre del giovanissimo imputato, coetaneo di Chiara, è entrata nell’aula a porte chiuse all’inizio dell’udienza coprendosi il volto con un velo.
La ragazza è stata uccisa a pochi giorni dal suo sedicesimo compleanno, il 27 giugno 2021, a Monteveglio, nel bolognese, da quello che credeva un amico.
Insieme con Vincenzo Gualzetti, fuori dal carcere del Pratello ci sono sette-otto persone, alcuni con la maglietta dell’associazione “L’arco di Chiara”.
“Purtroppo c’è una delinquenza minorile che sta dilagando sempre di più e speriamo di fare una ‘guerra’ che porti a qualcosa. Dopo un anno oggi è un giorno importante e speriamo di avere giustizia”, prosegue il padre di Chiara.
Oggi è in programma la discussione della perizia psichiatrica che ha riconosciuto il minorenne in grado di intendere e di volere, poi si capirà se il processo andrà a sentenza o se ci sarà un rinvio.

