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Cinema spagnolo all’Horcynus Festival

Pubblicato il 31 Luglio, 2020

Prosegue l’edizione 2020 dell’Horcynus Festival: tema dominante il domani –  ghadaan. È già trascorsa una settimana dall’inaugurazione del Festival, giorni intensi e vissuti tra cinema, musica e poesia con l’omaggio ai Bertolucci, proiezioni per ragazzi, reading e performance di teatro. Da ieri, la manifestazione, che pur nel rispetto delle misure vigenti e del distanziamento sta registrando ottima partecipazione e riscontro di pubblico, vanta il ritorno del Festival del Cinema Spagnolo per il secondo anno consecutivo.

Il Parco Horcynus Orca ospita una selezione di qualità dell’ultimo cinema spagnolo in versione originale e sottotitoli, con titoli inediti e anteprime italiane. Caratteristica del Festival del Cine Espanol, giunto alla 13esima edizione, è la sua itineranza che è stata mantenuta nonostante l’emergenza sanitaria: dopo Messina, infatti, il Festival approderà a Napoli e Roma.

Nel programma di oggi, due corti di Paolo Benvenuti:  a partire dalle 21:00 Il cartapestaio (Italia 1979, 10’) e Fame (Italia 1991, 10’) per “Arcipelaghi della visione – Cinema e poesia”. Alle 21:30, la pellicola spagnola in anteprima italiana 70 Binladens di Koldo Serra(Spagna 2019, 100’). Emma Suarez (la “Julieta” di Almodovar) è Raquel, una donna con un grave problema da risolvere nel giro di poche ore: ha assoluto bisogno di 35 mila euro (i “binladens” nello slang spagnolo sono i biglietti da 500 euro), ma giusto quando riesce a convincere il direttore della banca a concederle il credito subito e in contanti, ecco che una nuova coppia di rapinatori incappucciati (Nathalie Poza e Hugo Silva) irrompe nella filiale nel tentativo di svaligiarne le casseforti. Ma qualcosa va puntualmente storto. Clienti e impiegati sono ora presi in ostaggio, arriva la polizia, comincia la trattativa dei negoziatori. Per Raquel però il tempo a disposizione sta per scadere. Sceneggiatura pianificata al millimetro, Koldo Serra regala emozione allo stato puro. Alle 23:20 la proiezione di Oscuro Y luciente di Samuel Alarcon (Spagna, Francia 2019, 82’) ancora un’anteprima italiana. Cimitero di Bordeaux. Perlustrando i diversi sepolcri una voce fuori campo si rivolge direttamente a Goya: “Questa la dovresti riconoscere”, dice davanti a una lapide: in rilievo, ecco il profilo del grande artista spagnolo. L’opera prima di Alarcón parte così per narrare la storia e i curiosi avvenimenti che scaturiscono dalla morte di Francisco de Goya y Lucientes. Da qui la suggestione del titolo, il gioco di parole che rimanda alle tinte chiaro-scure  he avvolgono la sua scomparsa, avvenuta in esilio nel 1828. Dopo la sepoltura, mai nessuno reclamò il suo corpo, nemmeno la famiglia. Anni dopo, il console spagnolo seppe che lì  si trovava la tomba dell’artista. Ma alla riesumazione, cui parteciparono le massime autorità, la sorpresa fu grande, la testa di Goya era sparita.

Domani si omaggeranno ancora Benvenuti ed i Bertolucci, e poi la celebrazione del 50° anniversario della pellicola Tristana di Luis Buñuel. Ingresso gratuito alle attività del festival con prenotazione obbligatoria e protocollo Anti Covid. 

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