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Colombia

Colombia: arrestato il padre dei bambini sopravvissuti 40 giorni nella giungla

Pubblicato il 12 Agosto 2023

È stato arrestato, in Colombia, il padre dei 4 bambini sopravvissuti per 40 giorni nella giungla dopo un incidente aereo, il 1° maggio, in cui erano morti gli adulti che li accompagnavano.

L’uomo, Manuel Ranoque, è il padre naturale dei due più giovani (di uno e 4 anni) e quello adottivo delle ragazze (di 9 e 13). Le dichiarazioni ufficiali della magistratura non forniscono dettagli sulle ragioni, ma le ricostruzioni della stampa locale sostengono le accuse siano di abusi.

Dopo la tragedia, Ranoque aveva conteso con i nonni materni dei minori la loro custodia. La madre, Magdalena Mucutuy, era morta quattro giorni dopo che l’aereo era precipitato nella foresta amazzonica mentre copriva la tratta Caquetá-San José del Guaviare, secondo quanto ha raccontato la figlia maggiore. 

Da allora i quattro bambini sono rimasti sotto la protezione dell’agenzia di tutela dei minorenni statale (l’Instituto Colombiano de Bienestar Familiar, o Icbf). Il nonno ha sostenuto che l’uomo picchiava la moglie.

Prima della conferma dell’arresto, avvenuto ieri, lo stesso Ranoque aveva riconosciuto l’esistenza di problemi in famiglia: a suo avviso, si trattava di una questione privata, da non esporre al pubblico. Quando i giornalisti gli hanno chiesto se avesse mai aggredito la donna, lui ha riconosciuto: “Verbalmente, all’improvviso, sì. Fisicamente, molto poco, ci scontravamo soprattutto a parole”.

Il padre aveva partecipato alle operazioni di ricerca dei piccoli nella giungla. L’Icbf, raggiunto dai sospetti sugli abusi in famiglia, non gli ha lasciato vedere le due figlie più grandi, quelle nate dal precedente matrimonio di Mucutuy. Quando i 4 hanno lasciato l’ospedale militare di Bogotá, dov’erano ricoverati, l’istituto li ha posti sotto la sua tutela.

“Sono i miei figli, non quelli del presidente”, si era sfogato lui in un’intervista a un giornale, respingendo le accuse. “Non esporremo i bambini: la loro storia e le loro vite personali appartengono solo a loro”, ha detto la direttrice dell’Icbf, Astrid Cáceres.