Pubblicato il 7 Agosto 2026
Conte davanti alla Commissione: “Non temo le verifiche”
L’audizione di Giuseppe Conte davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia si trasforma in un duro confronto politico. L’ex presidente del Consiglio definisce la Commissione un vero e proprio “plotone d’esecuzione”, ma ribadisce di non avere nulla da nascondere e di essere pronto a rispondere a ogni contestazione.
Nel corso del suo intervento, durato oltre tre ore, Conte difende tutte le principali decisioni adottate dal suo governo durante l’emergenza sanitaria, sostenendo di aver sempre operato nel rispetto delle regole, con trasparenza e senso delle istituzioni.
Il dossier anonimo sulle mascherine Jc Electronics
La sorpresa arriva all’inizio dell’audizione, quando Conte rivela di aver trasmesso alla Procura di Roma un fascicolo ricevuto in forma anonima relativo alla vicenda delle forniture di mascherine della Jc Electronics.
Secondo quanto riferito dall’ex premier, il materiale conterrebbe elementi che meriterebbero ulteriori approfondimenti, in particolare sull’accordo raggiunto nell’ottobre scorso tra la società, la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Salute, che ha portato al riconoscimento di circa 100 milioni di euro per chiudere il lungo contenzioso.
Conte precisa di aver consegnato immediatamente la documentazione ai magistrati per senso civico, senza formulare accuse definitive ma chiedendo che la vicenda venga verificata.
L’affondo contro Giorgia Meloni
L’attacco più duro è rivolto direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al termine dell’audizione, Conte la accusa di essere la “regista” delle iniziative politiche contro di lui e la invita a confrontarsi apertamente sul piano politico, evitando, a suo dire, “trucchetti” e “mezzucci”.
La replica della premier non tarda ad arrivare. Meloni sottolinea che la Commissione Covid non rappresenta un processo contro una singola persona, ma uno strumento necessario per accertare i fatti su una delle pagine più drammatiche della storia recente del Paese.
Secondo la presidente del Consiglio, ricercare la verità è un diritto dei cittadini italiani e non può essere interpretato come un attacco politico.
Lo scontro sull’accordo da 100 milioni
Uno dei punti più contestati da Conte riguarda proprio la transazione economica conclusa con Jc Electronics.
L’ex premier si chiede per quale motivo siano stati riconosciuti circa 100 milioni di euro all’azienda prima della conclusione del giudizio cautelare, contrapponendo questa scelta alla mancanza di risorse destinate, secondo lui, ad altri settori della sanità, come gli screening mammografici.
La replica della società arriva rapidamente. Jc Electronics sostiene che il documento citato da Conte non rappresenta alcuna novità, affermando che il materiale era già stato esaminato nell’ambito del contenzioso e che le verifiche giudiziarie avrebbero confermato la correttezza della propria posizione.
L’azienda ricorda inoltre che la conformità delle mascherine sarebbe stata certificata anche da Inail e Agenzia delle Dogane, invitando l’ex presidente del Consiglio, qualora ritenga di avere prove concrete, a presentarle nelle sedi competenti.
La difesa delle scelte durante la pandemia
Nel corso della sua relazione, Conte ripercorre le principali decisioni assunte dal governo tra il 2020 e il 2021.
Difende con decisione lo stato di emergenza, definendolo indispensabile per affrontare la crisi sanitaria e ricordando che la proroga fu successivamente confermata anche dal governo guidato da Mario Draghi.
Anche i Dpcm vengono rivendicati come lo strumento più rapido ed efficace per fronteggiare una situazione in continua evoluzione, evidenziando che erano comunque soggetti al controllo della giustizia amministrativa.
Sul fronte vaccinale, Conte sostiene che il suo esecutivo avviò la campagna mantenendo la libertà di scelta, attribuendo invece al governo Draghi la successiva introduzione dell’obbligo vaccinale.
Il confronto con il centrodestra
L’audizione è proseguita con numerose domande provenienti dai parlamentari della maggioranza, che hanno sollevato questioni relative al piano pandemico, alla gestione dell’emergenza e alla strategia vaccinale.
Conte ha ricordato come dal 2006 si siano alternati otto governi, sottolineando che le responsabilità sulla preparazione del Paese non possono essere attribuite esclusivamente al suo esecutivo.
Riceve inoltre il sostegno dell’ex ministro della Salute Roberto Speranza e dei rappresentanti del Partito Democratico.
La replica ai no vax
Tra gli argomenti affrontati emerge anche il tema dei movimenti contrari ai vaccini.
Respingendo ogni accusa di aver cercato consenso nel mondo no vax, Conte afferma che non intende conquistare quei voti e sostiene che, se il suo governo avesse seguito posizioni antiscientifiche, l’Italia avrebbe registrato conseguenze ancora più gravi durante la pandemia.
L’audizione riprenderà a settembre
Dopo oltre cinque ore di confronto, la prima giornata di audizione si conclude senza chiudere il confronto politico.
La Commissione ha già fissato una nuova convocazione per il 14 settembre, quando Giuseppe Conte tornerà davanti ai parlamentari per proseguire il confronto sulla gestione dell’emergenza Covid.

