Pubblicato il 27 Luglio 2022
La corteggiava da tempo, scontrandosi sempre con i suoi rifiuti. Così la uccide colpendola più volte con pugni alla testa per poi sgozzarla.
E’ successo in Egitto. Il giudice ha stabilito che il 21enne Mohamed Adel venga condannato a morte dopo aver accoltellato la sua compagna di università, Naira Ashraf, ma ha pure stabilito che l’esecuzione, tramite impiccagione, debba essere trasmessa in diretta televisiva.

Lo scopo, per il magistrato, è quello di dare l’esempio, ma sulla sentenza l’opinione pubblica si è divisa.
Dopo la sentenza di colpevolezza, lo stesso tribunale del Paese nordafricano ha lanciato un appello al Parlamento affinché la sua esecuzione sia trasmessa in diretta televisiva.
In una lettera inviata ai deputati, il tribunale li ha esortati ad approvare una diretta televisiva dell’esecuzione capitale, o almeno della parte preliminare.
Lo scopo, come specificato, è di fare da deterrente a storie simili a quella della giovane Naira Ashraf.
La vittima, una 20enne, è stata uccisa mentre scendeva da un autobus fuori dall’Università di Mansoura, dove entrambi frequentavano la Facoltà di Lettere, nel nord dell’Egitto.
Il 21enne era stato fermato in flagranza di reato e arrestato mentre la ragazza era a terra in una pozza di sangue dopo che era stata sgozzata.
Il giovane è stato quindi processato e condannato a morte, ma si chiede che la sua ora diventi una pena esemplare.
La difesa, però, si sta battendo affinché non vi sia la diretta in tv e, con i legali, anche una parte dell’opinione pubblica.

