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Condannato per aver molestato una donna incinta, ma la pena viene sospesa: “Non è colpa sua, è feticista”

Pubblicato il 21 Dicembre 2023

Una donna incinta di 6 mesi è stata molestata da un uomo, che le ha accarezzato le caviglie con la mano per poi salire fin sotto il vestito. L’agghiacciante episodio si è verificato in un centro commerciale di Roma Est nel 2020 e, come riportato da Il Messaggero, il molestatore incensurato è stato condannato a un anno e 4 mesi per violenza sessuale, come richiesto anche dalla pm.

La pena però è stata sospesa poiché, come riportato dall’avvocato della difesa, l’uomo soffre di feticismo e non è riuscito a controllarsi. I giudici hanno accolto la tesi della difesa e quindi hanno sospeso la pena, a patto che l’uomo inizi un percorso terapeutico di almeno 8 mesi.

La violenza al centro commerciale

Era l’estate del 2020, nel mese di luglio, quando la donna 34enne insieme ad un’amica si recò in un centro commerciale di Roma Est a fare shopping. “Stavamo per entrare in un negozio – ha rivelato la donna – quando ho sentito una mano che mi accarezzava la gamba e poi si infilava sotto al vestito. Avevo un abito che lasciava scoperta la gamba fino al ginocchio, ho distinto bene il tocco di quella mano: dalla caviglia saliva fino al polpaccio e poi ancora più su”.

A spaventare ancora di più la donna è il fatto che l’uomo l’ha molestata benché ci fossero le telecamere e il centro commerciale fosse pieno di persone. “Ho avuto paura – ha confessato – non mi aspettavo potesse succedere una cosa simile. Mi sono girata e l’ho visto accovacciato: si stava scusando, mi chiedeva di perdonarlo. Inizialmente ho pensato di non denunciarlo. Ma poi ho pensato a cosa sarebbe accaduto se fosse successo mentre ero da sola”.

La sentenza del tribunale

Dopo l’allarme è arrivata la sicurezza che ha subito bloccato il 32enne. In tribunale il difensore dell’uomo ha detto: “È malato, per questo non è riuscito a controllarsi. Essendo di religione musulmana non gli è permesso avere rapporti sessuali, quindi le sue pulsioni non hanno trovato uno sfogo adeguato”.

Alla vista della donna incinta l’uomo non sarebbe riuscito a controllarsi, lasciandosi andare a quella torbida molestia. Una tesi accettata dai giudici che, riconoscendo il disturbo feticista del 32enne, lo ha condannato optando però per la sospensione della pena in cambio di un percorso terapeutico non inferiore agli 8 mesi.