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Conduttrice Tg1 Dania Mondini costretta a stare con collega con problemi di flatulenza: aperta inchiesta

La giornalista del Tg1 ha già denunciato il tutto e il caso è finito in Procura.

Pubblicato il 13 Maggio, 2022

Un caso davvero singolare di persecuzione sul luogo di lavoro è rappresentato da quanto accaduto alla giornalista del Tg1 Dania Mondini, conduttrice di una delle edizioni del primo telegiornale d’Italia.

La costrizione a stare con un collega con problemi di flatulenza ed eruttazione

Secondo quanto riportato da Today, la giornalista del Tg1 non è gradita ai superiori e per punizione è stata messa in una postazione nella quale lavora un collega con problemi di flatulenza ed eruttazione. La denuncia da parte della giornalista non si è fatta attendere e il caso è subito finito alla Procura della Repubblica a Roma.

L’apertura del fascicolo e i dettagli

Così è stato aperto un fascicolo per stalking e sono sotto la lente di ingrandimento i cinque giornalisti-dirigenti indicati dalla Mondini come responsabili di questa azione nei suoi confronti. Nel 2018 Filippo Gaudenzi, Piero Damosso, Marco Betello, Costanza Crescimbeni e Andrea Montanari, altri volti noti al grande pubblico, ricoprivano le posizioni di vertice all’interno della redazione del Tg1. La giornalista ha denunciato che all’interno dell’equipe il clima sarebbe stato piuttosto incandescente e che a ogni suo No alla convivenza con il collega le venivano assegnati servizi piuttosto brevi e frivoli. A ciò si aggiungono anche delle aggressioni verbali per piccoli errori commessi da lei durante la conduzione del telegiornale.

I referti medici e l’imputazione

In seguito sono stati presentati dalla giornalista del Tg1 dei referti medici che attestano il suo stress patito a causa della compresenza sullo stesso luogo con il collega. Così il Pubblico Ministero ha sentito sei testimoni, ovvero sei giornalisti del Tg1, e di loro soltanto una ha confermato lo stato di vittima della giornalista, mentre gli altri cinque hanno affermato che non c’è stata alcuna persecuzione nei suoi confronti. La Procura Generale si è opposta al tentativo di archiviazione da parte della Procura della Repubblica e il procuratore generale Marcello Monteleone si è preso la responsabilità dell’inchiesta continuando a indagare i cinque giornalisti per staliking.

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