« Torna indietro

Congedo parentale paritario, stop della maggioranza: proposta respinta per i costi

Pubblicato il 24 Febbraio 2026

Il centrodestra boccia il testo unitario delle opposizioni

Si ferma il percorso della proposta di legge sul congedo parentale paritario obbligatorio. La maggioranza di centrodestra ha respinto il testo unitario presentato dalle opposizioni, che prevedeva cinque mesi di congedo obbligatorio per entrambi i genitori, non trasferibile, con l’obiettivo di rafforzare la parità tra madri e padri nella cura dei figli.

Alla base della bocciatura, secondo quanto emerso, ci sarebbero i costi ritenuti troppo elevati per l’attuazione della misura.

Il parere negativo della Ragioneria generale dello Stato

Il 24 febbraio la commissione Bilancio della Camera ha approvato un parere soppressivo sul provvedimento. Determinante è stato il giudizio espresso dalla Ragioneria generale dello Stato, struttura del Ministero dell’Economia incaricata di verificare la sostenibilità finanziaria delle leggi.

Nella relazione firmata dalla ragioniera generale Daria Perrotta si legge che “la copertura risulta inidonea”, poiché formulata in termini generici e basata su ipotesi di rimodulazione o soppressione di misure non specificate, a fronte di oneri certi e già quantificati.

Le opposizioni avevano chiesto ulteriori approfondimenti tecnici nel tentativo di salvare il testo, ma il parere negativo ha di fatto bloccato l’iter.

Cosa prevedeva la proposta

Il disegno di legge puntava a rafforzare le tutele economiche per la genitorialità. In particolare, prevedeva:

  • l’innalzamento dal 80% al 100% della retribuzione per il congedo obbligatorio di maternità per lavoratrici dipendenti, autonome e libere professioniste;
  • l’aumento dell’assegno di maternità per lavori atipici e discontinui a 2.500 euro;
  • l’introduzione di un congedo obbligatorio paritario fino a cinque mesi per ciascun genitore, in sostituzione dell’attuale congedo di paternità di 10 giorni entro i primi cinque mesi di vita del bambino.

Il testo era approdato in Aula il 20 febbraio, ma era rimasto sospeso in attesa del parere sulle coperture finanziarie. Con il pronunciamento della commissione Bilancio, il provvedimento sembra ora destinato ad arenarsi.

L’appello di Elly Schlein alla premier

Nonostante lo stop, le opposizioni rilanciano il tema. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha rivolto un appello diretto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Schlein ha sottolineato come sia difficile comprendere l’opposizione a una misura che, a suo avviso, migliorerebbe concretamente le condizioni di vita delle donne e favorirebbe una più equa distribuzione dei carichi familiari.

Sulla stessa linea il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha ricordato come non sia la prima volta che proposte condivise dalle minoranze vengano respinte, citando anche i precedenti sul salario minimo e sulla settimana lavorativa corta.

Le opposizioni assicurano che il tema del congedo paritario non verrà abbandonato e che continueranno a insistere per riportarlo al centro del confronto politico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *