Pubblicato il 3 Ottobre 2026
Il confronto interno al campo largo del centrosinistra si accende dopo il botta e risposta tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein. A poche ore dalle parole della segretaria del Partito democratico sulla leadership della coalizione, il presidente del Movimento 5 Stelle è tornato sui social con un estratto del suo intervento pronunciato a Frosinone.
Il messaggio affidato al video è breve ma netto: «Chiaro?». Il riferimento è alla necessità, secondo Conte, di evitare che un eventuale progetto comune finisca per perdere i propri contenuti politici attraverso compromessi tra le diverse forze dell’alleanza.
Conte: «Non mi presto a un progetto diluito»
Nel corso dell’iniziativa a Frosinone, Conte ha ribadito che il mandato ricevuto dagli elettori del Movimento 5 Stelle è quello di puntare a un cambiamento concreto del Paese.
Il leader pentastellato ha spiegato che, qualora il confronto tra le forze politiche producesse un programma troppo compromissorio, non sarebbe disposto ad accettarlo.
Il riferimento di Conte è anche ai possibili condizionamenti derivanti dai rapporti internazionali e dagli interessi economici: Stati Uniti, Unione europea, banche, grandi aziende energetiche e industria degli armamenti vengono citati nel suo intervento come fattori che, a suo giudizio, potrebbero influenzare la costruzione di un programma comune.
«Se non si riesce a cambiare l’Italia e viene fuori un progetto diluito, annacquato, io a questo non mi presto», ha affermato Conte, sostenendo che il suo compito sia portare al tavolo del confronto le istanze raccolte tra i cittadini e alla base del Movimento.
La questione della leadership e le primarie
Uno dei punti centrali dello scontro riguarda la guida di un’eventuale coalizione progressista.
Schlein, intervenendo alla Direzione del Pd, aveva sostenuto che il partito che ottiene più voti non può essere considerato alla pari degli altri, rivendicando il risultato elettorale del Partito democratico rispetto alle altre forze di opposizione.
La segretaria dem aveva inoltre affermato che, in assenza di un accordo sulla leadership, le primarie rappresenterebbero una possibile strada.
Conte ha interpretato queste parole come una conferma di un quadro nel quale, a suo giudizio, la scelta del candidato alla guida della coalizione dovrebbe passare proprio dalle primarie.
«La strada sia ben chiara, non ci sono alternative, sarà la strada delle primarie», ha dichiarato il leader M5S, collegando la proposta al principio della partecipazione democratica.
Conte ha quindi ribadito la propria disponibilità a confrontarsi attraverso una consultazione aperta e ha assicurato che, nel caso, intende affrontarla con uno spirito unitario.
«Uno vale uno»: il riferimento alla base del Movimento
Nel suo intervento Conte ha richiamato anche uno dei principi storicamente associati al Movimento 5 Stelle, sostenendo che «uno vale uno» significhi innanzitutto dare peso alle posizioni espresse dagli elettori.
In particolare, il leader pentastellato ha citato il tema della guerra in Ucraina e del riarmo, affermando che, secondo la sua lettura dell’orientamento della base M5S, una larga maggioranza sarebbe contraria all’escalation militare e favorevole a destinare maggiori risorse a sanità, scuola, istruzione e asili nido.
Conte ha quindi indicato come obiettivo politico quello di costruire un’alternativa al governo guidato da Giorgia Meloni, invitando tutte le forze interessate a lavorare con «spirito autenticamente unitario».
Conte: «Le primarie non devono diventare un duello tra leader»
Sul possibile ricorso alle primarie, Conte ha cercato inoltre di sgombrare il campo dal rischio che la consultazione possa trasformarsi in uno scontro personale.
«Farò in modo che le primarie non diventino un duello rusticano tra i leader», ha dichiarato, definendo una simile eventualità una prospettiva disastrosa.
Il messaggio, quindi, è quello di utilizzare le primarie come strumento di partecipazione e non come una contrapposizione tra i vertici dei partiti.
Schlein rilancia sui social: «Dovevo togliermi qualche sassolino»
Parallelamente alle dichiarazioni di Conte, anche Elly Schlein ha rilanciato sui social un estratto del proprio intervento alla Direzione del Pd.
«Dovevo togliermi qualche sassolino», ha scritto la segretaria dem, accompagnando il messaggio con la parte conclusiva della sua relazione.
Schlein ha rivendicato l’autonomia del Partito democratico e ha respinto l’idea che soggetti esterni possano condizionare le scelte del partito.
Secondo la segretaria, l’obiettivo è arrivare al governo attraverso la vittoria elettorale di un’alleanza progressista, senza ricorrere a formule diverse da quella indicata agli elettori.
Il Pd rivendica autonomia e leadership
Nel suo intervento Schlein ha sostenuto che esistano ambienti interessati a ostacolare la nascita di un governo progressista e ha ribadito che il Pd intende mantenere una propria autonomia politica.
La segretaria ha inoltre rivendicato il rapporto diretto tra il partito, i suoi iscritti e i suoi elettori, contestando i tentativi esterni di condizionarne la linea.
«Il nostro impegno è chiaro: andremo al governo solo vincendo le elezioni con la nostra alleanza progressista», ha affermato.
Schlein ha poi accusato chi, a suo giudizio, cerca di alimentare divisioni all’interno del partito e della possibile coalizione.
Il confronto resta aperto
Le dichiarazioni di Conte e Schlein mostrano quindi due questioni centrali ancora da definire nel rapporto tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico: da una parte i contenuti e il programma dell’eventuale alleanza, dall’altra il metodo per individuare la leadership.
Conte insiste sulla necessità di evitare compromessi che, secondo la sua impostazione, finirebbero per annacquare il progetto politico e indica nelle primarie lo strumento per scegliere il candidato.
Schlein, invece, rivendica il peso elettorale del Pd e l’autonomia del partito, confermando l’obiettivo di costruire un’alleanza progressista capace di arrivare al governo attraverso una vittoria elettorale.

