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Manovra 2025

Contratto dei dirigenti medici, aumenti fino a 560 euro al mese: firmata la pre-intesa

Pubblicato il 7 Ottobre 2026

L’accordo riguarda circa 138mila dirigenti del Servizio sanitario nazionale

È stata sottoscritta all’Aran la pre-intesa per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro dell’Area Sanità 2025-2027. L’accordo interessa circa 138mila professionisti, tra dirigenti medici ospedalieri, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie.

Sul fronte economico, il rinnovo prevede un incremento medio a regime che può arrivare a 560 euro al mese per 13 mensilità. La cifra comprende sia le risorse legate direttamente al rinnovo contrattuale sia gli ulteriori stanziamenti previsti dalla normativa.

Nel dettaglio, 393 euro medi mensili derivano dal rinnovo del contratto, mentre altri 167 euro sono collegati alle risorse aggiuntive messe a disposizione dalla legge.

Nuove regole per carriere, aggressioni e intelligenza artificiale

L’intesa non riguarda soltanto gli stipendi. Tra le principali novità figura una riforma del sistema degli incarichi, con l’obiettivo di rendere più chiari i percorsi di crescita professionale e di rafforzare il riconoscimento delle responsabilità della dirigenza sanitaria.

Sono inoltre previste maggiori tutele per i professionisti vittime di aggressioni, un tema particolarmente rilevante per chi opera quotidianamente nelle strutture sanitarie.

Il nuovo contratto introduce anche permessi straordinari per i dirigenti affetti da gravi patologie e una prima disciplina relativa all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nell’ambito del rapporto di lavoro.

Il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, ha definito l’accordo un risultato importante per una componente essenziale del Servizio sanitario nazionale, sottolineando come il valore dell’intesa vada oltre la parte economica e interessi anche l’organizzazione del lavoro, le responsabilità professionali e le tutele.

Tutte le organizzazioni sindacali hanno sottoscritto l’intesa

La pre-intesa è stata firmata da tutte le organizzazioni sindacali coinvolte nella trattativa. Per l’Aran, il confronto con le rappresentanze dei lavoratori ha permesso di arrivare all’accordo in tempi relativamente rapidi.

Con la firma della pre-intesa, tuttavia, il percorso non è ancora concluso. Prima della sottoscrizione definitiva del contratto dovranno essere completate le verifiche e gli adempimenti previsti dalla normativa.

L’entrata in vigore viene indicata, salvo imprevisti, all’inizio del 2027, quando dovrebbero essere corrisposti anche gli aumenti e gli eventuali arretrati spettanti.

Anaao: “Risultati concreti, ora la partita passa alla legge di Bilancio”

Anche Anaao Assomed, principale organizzazione sindacale dei medici ospedalieri, ha sottoscritto l’accordo.

Il segretario nazionale Pierino Di Silverio ha definito la firma una scelta responsabile, evidenziando i risultati ottenuti per migliaia di professionisti che lavorano in un contesto caratterizzato da carenze di personale e carichi di lavoro elevati.

Secondo il sindacato, la sottoscrizione consente inoltre di mettere al riparo il rinnovo contrattuale dalle possibili conseguenze legate alla prossima campagna elettorale.

Per Anaao, però, la firma rappresenta soltanto una tappa e non la conclusione del percorso. Il prossimo passaggio decisivo sarà la legge di Bilancio, alla quale il sindacato chiede ulteriori risorse per il personale sanitario.

L’organizzazione avverte infatti che, senza investimenti adeguati, sarà difficile contrastare la perdita di professionisti e la crescente difficoltà nel mantenere attrattivo il Servizio sanitario pubblico.

Nuove opportunità di carriera e meno discrezionalità nelle nomine

Sul piano normativo, tra i risultati rivendicati da Anaao figura l’introduzione di percorsi di carriera più strutturati, accompagnati da maggiori garanzie economiche.

L’obiettivo è rendere la crescita professionale più trasparente e ridurre la discrezionalità delle singole aziende sanitarie nel riconoscimento degli incarichi.

Il contratto interviene anche sul tema delle ore eccedenti, con l’intento di ridurre il ricorso sistematico alle prestazioni aggiuntive richieste dalle aziende.

Detassazione delle prestazioni per abbattere le liste d’attesa

Un’altra novità riguarda le prestazioni aggiuntive finalizzate alla riduzione delle liste d’attesa.

L’intesa prevede la detassazione delle prestazioni aggiuntive svolte per contribuire allo smaltimento delle liste d’attesa, sia all’interno della propria azienda sia presso enti terzi.

La misura punta a rendere economicamente più conveniente per i professionisti l’adesione alle attività aggiuntive richieste dal sistema sanitario.

Guardie, pronta disponibilità e maggiori garanzie professionali

Il rinnovo interviene anche sull’organizzazione delle guardie mediche e dei servizi di pronta disponibilità, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza sia dal punto di vista clinico sia operativo.

Viene inoltre rafforzato il ruolo del confronto a livello regionale e sono previste ulteriori forme di tutela per la dirigenza sanitaria.

Particolare attenzione viene riservata anche alla cosiddetta “clinicizzazione” delle strutture complesse. In caso di perdita dell’incarico di direzione, al professionista dovrà essere garantito un incarico equivalente, evitando così un ridimensionamento ingiustificato della posizione ricoperta.

Due giorni di ferie in più per i neoassunti

Il nuovo contratto interviene anche sulle ferie dei dirigenti appena assunti.

Per i neoassunti vengono previsti due giorni di ferie aggiuntivi, con l’obiettivo di eliminare la disparità di trattamento rispetto agli altri dirigenti.

È inoltre previsto il riconoscimento di un’indennità durante il periodo di ferie destinata a compensare la mancata effettuazione, durante le ferie, dei turni di guardia e dei servizi in pronto soccorso.

Welfare e libera professione

Tra le altre misure inserite nell’intesa figura il rafforzamento del welfare aziendale, con maggiori strumenti a disposizione dei professionisti.

Il contratto modifica inoltre i criteri utilizzati per stabilire le tariffe della libera professione. La nuova impostazione prevede che il calcolo parta dall’onorario spettante al professionista, al quale saranno poi aggiunte le spese e gli altri oneri accessori.

Il prossimo passaggio sarà la firma definitiva

La sottoscrizione della pre-intesa rappresenta dunque un passaggio importante per il rinnovo del contratto della dirigenza sanitaria.

L’aumento medio fino a 560 euro mensili, le nuove regole sulle carriere, le tutele contro le aggressioni, le misure per i professionisti con gravi patologie e la disciplina sull’intelligenza artificiale costituiscono alcuni degli elementi centrali dell’accordo.

Ora il testo dovrà completare l’iter previsto dalla legge. L’obiettivo è arrivare alla firma definitiva e all’applicazione del nuovo contratto nei primi mesi del 2027, con la conseguente erogazione degli aumenti e degli arretrati. Fonte: Ansa

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