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Controlli del Fisco su Pos e registratori di cassa: verifiche e sanzioni per commercianti e professionisti

Pubblicato il 6 Marzo 2026

Partono i controlli dell’Agenzia delle Entrate

Dal 5 marzo 2026 sono scattati i controlli dell’Agenzia delle Entrate rivolti agli esercenti commerciali. Le verifiche riguardano l’obbligo di collegare i registratori di cassa telematici ai sistemi di pagamento elettronico, come Pos, carte di credito e bancomat.

In presenza di anomalie nei dati trasmessi, il Fisco può inviare specifiche comunicazioni di compliance, cioè lettere con cui commercianti e professionisti vengono invitati a spiegare eventuali discrepanze tra i pagamenti elettronici ricevuti e gli scontrini emessi. Nei casi più gravi, oltre alle spiegazioni richieste, possono scattare sanzioni economiche e perfino la sospensione dell’attività.

Verifiche sui pagamenti elettronici e sugli scontrini

Le verifiche si concentrano soprattutto sulle attività in cui gli importi incassati tramite Pos risultano molto diversi rispetto ai corrispettivi trasmessi telematicamente al Fisco.

Oggi l’amministrazione finanziaria è in grado di incrociare automaticamente i dati dei pagamenti digitali con quelli registrati dai registratori di cassa. Questo sistema di controllo è possibile grazie al monitoraggio attivo dal 2022, che permette al Fisco di ricevere dalle banche e dai gestori dei terminali Pos tutte le informazioni sulle transazioni elettroniche effettuate nei negozi.

Quando i dati non coincidono, il sistema segnala l’anomalia. Una situazione frequente, ad esempio, si verifica quando un pagamento con carta viene registrato dal Pos ma non è accompagnato dall’emissione dello scontrino elettronico.

Come verificare i dati sul sito dell’Agenzia delle Entrate

Per evitare contestazioni, negozianti e professionisti possono controllare direttamente i dati presenti nel portale dell’Agenzia delle Entrate.

All’interno dell’area “Fatture e corrispettivi” è disponibile una sezione in cui vengono elencati tutti i terminali Pos collegati all’attività e il totale delle operazioni registrate. Le informazioni derivano dai flussi che banche e società di gestione dei pagamenti inviano periodicamente all’amministrazione fiscale.

Spetta quindi all’esercente verificare che i dati siano corretti e che ogni terminale Pos sia associato al registratore telematico utilizzato per l’invio dei corrispettivi.

Le lettere di compliance e la possibilità di regolarizzarsi

Dopo aver controllato i dispositivi, eventuali piccole incongruenze tra incassi elettronici e scontrini possono essere facilmente chiarite o corrette.

Se però l’attività non verifica la propria posizione, il sistema può segnalare l’irregolarità e far partire la lettera di compliance dell’Agenzia delle Entrate.

Questo strumento serve a favorire la collaborazione tra Fisco e contribuenti, invitando chi ha commesso errori o omissioni a regolarizzare la propria posizione prima dell’avvio di controlli più severi.

Le comunicazioni arrivano tramite Pec o tramite l’app Io e consentono di sistemare la situazione utilizzando il ravvedimento operoso, cioè pagando quanto dovuto con sanzioni ridotte rispetto a quelle previste in caso di accertamento formale.

Una volta ricevuta la comunicazione, l’esercente può:

  • spiegare le ragioni dell’anomalia, ad esempio dimostrando un guasto tecnico del registratore telematico
  • regolarizzare spontaneamente eventuali errori fiscali pagando quanto dovuto

Nel caso di problemi tecnici, come un malfunzionamento del registratore di cassa mentre il Pos continuava a funzionare, è possibile dimostrare il guasto con la documentazione adeguata e chiudere la pratica senza conseguenze.

Sanzioni economiche e rischio sospensione dell’attività

La normativa prevede diverse sanzioni per gli esercenti, a seconda della violazione riscontrata.

Se il registratore telematico non è collegato al Pos, la multa può variare da 1.000 a 4.000 euro.

Quando invece una transazione elettronica non viene registrata o trasmessa correttamente, è prevista una sanzione di 100 euro per ogni operazione, con un massimo di 1.000 euro a trimestre, purché l’errore non influisca sulla corretta liquidazione dell’imposta.

Nei casi più gravi, quando la discrepanza tra pagamenti elettronici e scontrini nasconde una vera omissione fiscale, la sanzione corrisponde al 70% dell’Iva non versata, con un minimo di 300 euro per ogni operazione.

Oltre alle multe possono scattare anche provvedimenti più pesanti. Se nell’arco di cinque anni vengono accertate quattro violazioni in giornate diverse, è possibile la sospensione della licenza o dell’autorizzazione commerciale.

Il periodo di chiusura può variare da 15 giorni fino a due mesi. Se invece i corrispettivi non documentati superano i 50.000 euro, la sospensione dell’attività può arrivare fino a sei mesi.

L’obiettivo della nuova misura

La misura introdotta con l’ultima legge di bilancio punta a eliminare le differenze tra pagamenti elettronici e scontrini fiscali.

In passato era possibile incassare un pagamento con carta senza emettere lo scontrino, perché i sistemi bancari e quelli fiscali non comunicavano direttamente tra loro.

Dal 2026, invece, ogni pagamento elettronico viene registrato automaticamente dal registratore di cassa e trasmesso all’Agenzia delle Entrate insieme ai corrispettivi giornalieri.

In questo modo il Fisco può verificare in tempo reale la coerenza tra incassi e importi dichiarati, individuando più facilmente eventuali anomalie o tentativi di evasione.

Come effettuare il collegamento tra Pos e registratore telematico

Il collegamento tra registratore telematico e Pos non richiede nuovi dispositivi o interventi tecnici.

La procedura avviene tramite un servizio digitale disponibile nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate. Gli esercenti possono accedere utilizzando Spid, Carta d’identità elettronica, Carta nazionale dei servizi o le credenziali dell’Agenzia.

Una volta entrati, è possibile associare la matricola del registratore telematico ai dati identificativi del Pos. L’operazione può essere effettuata anche da un intermediario delegato, come un commercialista o un consulente fiscale.

L’abbinamento va fatto una sola volta e deve essere aggiornato solo in caso di modifiche, ad esempio quando viene installato un nuovo terminale Pos o disattivato uno già esistente.

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