Pubblicato il 7 Dicembre 2023
In India si sta discutendo molto di un episodio davvero grottesco che rapidamente ha fatto il giro del web. Alla finale dei 100 metri del Delhi State Championship si erano qualificati 8 corridori, 7 dei quali hanno però deciso di ritirarsi quando si è diffusa la notizia che ci sarebbero stati controlli anti-doping. Un solo corridore ha partecipato ma, incredibile ma vero, al termine della gara è risultato positivo.
La difesa del corridore
Lalit Kumar era stato considerato un vero esempio di onestà, poiché era stato l’unico a non ritirarsi alla finale dei 100 metri dei Campionati nazionali di atletica indiani. Gli altri 7 finalisti invece hanno dato forfait quando si è diffusa la notizia che c’erano dei funzionari della NADA per eseguire controlli anti-doping.
Lalit Kumar aveva gareggiato da solo lo scorso settembre, ma adesso è stata annunciata la sua positività ad uno steroide vietato. Kumar ha negato di essersi dopato e ha detto di essere stato incastrato.
Lui stesso ha ribadito che la sua innocenza è provata proprio dal fatto che non si è ritirato, ma ha partecipato alla corsa senza problemi: “Se avessi preso qualche farmaco per migliorare le prestazioni – ha detto l’atleta al The Indian Express – sarei scappato come gli altri. Non ho mai fatto uso di droghe… mi sento come se alcuni allenatori fossero coinvolti nell’incastrarmi”.
In ogni caso Kumar non potrà richiedere le controanalisi sul suo campione di urina, poiché toccherebbe a lui pagarle e non ha i soldi. Lui stesso ha provato a spiegare cosa può essere successo: “Ho preso solo degli integratori proteici e forse erano contaminati”.
La squalifica
Solo Kumar ha pagato le spese, mentre gli altri 7 atleti hanno preferito defilarsi e ritirarsi dalla gara per evitare guai peggiori. Tuttavia, stando a quanto dichiarato dal presidente della Delhi State Athletics Association, i 7 corridori potrebbero ugualmente essere squalificati per 2 anni non essendosi presentati in pista, probabilmente per il timore dei test antidoping.
In ogni caso si è trattata di una situazione scabrosa che ha fatto il giro del mondo e che ha acceso nuovamente i riflettori sul fenomeno del doping nell’atletica indiana.

