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Corse clandestine e spari nelle campagne del Catanese: trovati i cavalli e uno dei fantini

Pubblicato il 11 Maggio 2026

Indagini dopo i video pubblicati sui social

Due uomini, rispettivamente di 40 e 45 anni, sono stati denunciati dalla polizia perché ritenuti coinvolti, a diverso titolo, in una corsa clandestina di cavalli organizzata nelle campagne di Palagonia, in provincia di Catania.

L’inchiesta è partita dopo la diffusione online di alcuni filmati che mostravano la gara illegale lungo strade interpoderali. Nei video si vedevano decine di scooter seguire i puledri durante la corsa, mentre alcune persone armate esplodevano colpi in aria utilizzando pistole e persino un fucile Kalashnikov.

I controlli nelle stalle di San Cristoforo

Gli agenti della squadra a cavallo della questura, insieme ai veterinari dell’Asp, hanno avviato una serie di controlli nelle stalle del quartiere San Cristoforo di Catania. Durante le verifiche, gli investigatori sono riusciti a identificare uno dei cavalli utilizzati nella competizione illegale.

Il proprietario della struttura avrebbe confermato che il puledro presente nella stalla era proprio quello impiegato nella corsa del giorno precedente. Grazie al microchip identificativo, il cavallo è stato riconosciuto, sequestrato e successivamente affidato a una struttura specializzata per ricevere assistenza e cure adeguate.

Sequestrato anche un secondo cavallo

Nel corso di un altro controllo effettuato in una stalla abusiva, la polizia ha trovato anche il secondo cavallo coinvolto nella gara clandestina, procedendo immediatamente al sequestro dell’animale.

Gli investigatori hanno inoltre identificato uno dei fantini presenti durante la corsa. L’uomo, che aveva partecipato a volto scoperto, avrebbe ammesso le proprie responsabilità, prendendo però le distanze dalle persone armate che avevano sparato in aria durante l’evento.

Sanzioni per i proprietari delle stalle

I due proprietari delle strutture sono stati colpiti anche da sanzioni amministrative elevate dai veterinari dell’Asp. Le contestazioni riguardano la mancanza delle autorizzazioni necessarie per detenere gli animali, l’assenza di registrazione nella banca dati ufficiale e il mancato rispetto delle visite sanitarie obbligatorie previste dalla normativa vigente. Fonte: Ansa

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