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Cosenza, aggressione shock a un prete: rapito, con la scusa della benedizione, poi abbandonato in campagna

Pubblicato il 26 Giugno 2025

Una trappola brutale con la scusa della fede

Un sacerdote è stato vittima di una violenta aggressione nei pressi di Cosenza, in Calabria, dopo essere stato attirato con il pretesto di una benedizione in casa. L’aggressore, un uomo ora arrestato, ha colpito il parroco con un pugno al volto, lo ha rapinato e poi abbandonato in aperta campagna, minacciandolo di morte qualora avesse sporto denuncia.

I fatti: violenza, sequestro e minacce

Secondo le prime indagini, l’episodio si è verificato all’inizio di giugno. L’aggressore ha invitato il prete nella sua abitazione con la scusa di ricevere una benedizione. Una volta dentro, lo ha aggredito fisicamente, gettandolo a terra dopo averlo colpito al volto, e si è impossessato di una somma compresa tra 350 e 400 euro, contenuta nel portafoglio della vittima.

Una fuga forzata

L’uomo non si è fermato alla rapina. Ha costretto il sacerdote a mettersi alla guida della sua auto, obbligandolo a portarlo fino a una zona di Cosenza conosciuta per il traffico di droga. Durante il tragitto di ritorno, ha distrutto il cellulare del prete, probabilmente per impedirgli di chiedere aiuto o contattare le autorità.

Minacciato e abbandonato

Il calvario si è concluso con l’abbandono del prete in piena campagna, dove l’aggressore lo ha lasciato con una minaccia di morte nel caso avesse deciso di denunciarlo.

Le accuse e l’arresto

L’uomo è stato infine arrestato e indagato per rapina e sequestro di persona. Le autorità stanno approfondendo la dinamica per accertare eventuali ulteriori responsabilità.

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