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Durante il Covid, la droga attraversava lo Stretto di Messina nelle ambulanze e arrivava a Catania

Cocaina, marijuana, hashish, erano le droghe che il gruppo di Giostra sgominato dalla Guardia di finanza di Messina faceva arrivare dalla Calabria, tramite collegamenti con base operativa a Reggio Calabria

Pubblicato il 13 Dicembre 2022

Cocaina, marijuana, hashish, erano le droghe che il gruppo di Giostra sgominato dalla Guardia di finanza di Messina faceva arrivare dalla Calabria, tramite collegamenti con base operativa a Reggio Calabria e nelle roccaforti ‘ndranghetiste di San Luca e Melito Porto Salvo.

Un traffico che non si è fermato nemmeno per la pandemia del Covid: per superare i controlli delle Forze di Polizia e avere addirittura, una corsia preferenziale di passaggio prioritario sullo Stretto, utilizzavano delle ambulanze per trasportare gli stupefacenti dalla Calabria a Messina. E’ quanto ricostruito dall’inchiesta della Dda della Città dello Stretto; le indagini della Guardia di finanza di Messina hanno permesso anche di individuare a Catania un secondo canale di approvvigionamento, parallelo al primo ‘calabrese’. Sarebbe quello con persone attive nel quartiere San Cristoforo del capoluogo etneo.

Le Fiamme gialle avrebbero anche i individuato una capillare rete di pusher e intermediari, responsabili della gestione operativa del narcotraffico: dalla consegna al dettaglio ai singoli clienti, sino alle forniture più significative Disposto ed eseguito anche un sequestro di unità immobiliari, autoveicoli e motoveicoli, per un valore complessivo stimato di circa 500.000 euro. L’inchiesta ha anche fatto venire alla luce che 17 soggetti, dei 61 destinatari dell’ordinanza cautelare emessa dal Gip su richiesta della Dda di Messina, risultano percettori o beneficiari di reddito di cittadinanza. (Foto di repertorio)