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Covid in Puglia, altri 12.414 nuovi casi. In costante aumento i ricoverati

Pubblicato il 18 Gennaio, 2022

Continua a galoppare sensibilmente il contagio da Covid in Puglia. Il consueto bollettino epidemiologico odierno, redatto sulla base delle informazioni raccolte dal Dipartimento Promozione della Salute Regione Puglia, fa registrare, su 74.684 test effettuati, ben 12.414 nuovi casi positivi. Nel computo odierno, purtroppo, si devono aggiungere anche 10 decessi. Il totale delle vittime da Covid in Puglia da inizio pandemia sale a 7.074. Aumentano sensibilmente, come detto, gli attuali positivi. I pugliesi che ad oggi stanno facendo i conti con il virus sono 133.344, contro i 123.755 di ieri. Cresce anche il numero delle persone guarite dal virus, che si fissa a quota 328.574. I nuovi casi positivi da Covid in Puglia si suddividono così provincia per provincia: Provincia di Bari: 3.775; Provincia di Bat: 1.401; Provincia di Brindisi: 1.212; Provincia di Foggia: 1.948; Provincia di Lecce: 2.213; Provincia di Taranto: 1.705; Residenti fuori regione: 82; Provincia in definizione: 78. Il dato più preoccupante, però, appare quello dell’occupazione dei posti letto nei reparti dedicati al Covid in Puglia. Nelle ultime 24 ore, infatti, i pazienti ricoverati in area non critica sono passati da 615 a 655. In terapia intensiva, invece, i posti letto occupati sono 64 contro i 63 di ieri.

Covid in Puglia, i numeri preoccupanti degli ospedali

emergenza coronavirus
emergenza coronavirus

Preoccupa, come detto, il numero sempre crescente dell’occupazione dei posti letto nei reparti di terapia intensiva in Puglia. Se il dato nazionale rimane costante ed è, secondo l’ultimo aggiornamento, del 18% nelle terapie intensive, la nostra Regione è, purtroppo, tra quelle in cui i ricoveri in terapia intensiva hanno avuto un preoccupante incremento. In Puglia l’occupazione dei posti letto in area critica arriva al 13%, quella in area medica arriva a toccare il 22%. Il numero degli stessi fa riferimento ai dati trasmessi periodicamente dalle Regioni e dalle provincie al Ministero della Salute. La nostra regione supera di tre punti la percentuale stabilita dal Ministero (al 10%) quale soglia limite che farebbe scattare il passaggio in zona gialla.

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