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Crisi energetica e guerra con l’Iran: crescita italiana a rischio fino al 2027

Pubblicato il 11 Aprile 2026

Ripresa economica rinviata e tempi lunghi per la normalizzazione

Lo shock energetico legato al conflitto con l’Iran potrebbe avere effetti duraturi sull’economia italiana. Secondo le stime, la ripresa rischia di slittare fino al 2027, mentre anche in uno scenario più favorevole, con una tregua stabile, sarebbero necessari almeno sette-otto mesi per tornare a condizioni normali.

Un arco temporale sufficiente a incidere pesantemente sull’andamento economico del 2026.

Crescita dimezzata e Pil in calo

Le previsioni emergono da un’analisi Confesercenti-CER, che evidenzia come in soli due mesi di crisi energetica le prospettive di crescita per il 2026 siano state dimezzate.

Nonostante gli interventi sulle accise abbiano attenuato l’impatto diretto sui carburanti, il Prodotto interno lordo registrerebbe comunque una perdita di 0,3 punti percentuali, pari a circa 9,7 miliardi di euro in meno rispetto alle stime precedenti.

Consumi in frenata e risparmi in calo

Anche i consumi delle famiglie subirebbero un rallentamento significativo, con una contrazione stimata di 3,9 miliardi di euro. Parte dell’impatto verrebbe assorbita dai cittadini attraverso una riduzione del risparmio, anch’essa quantificata in 3,9 miliardi.

Investimenti penalizzati da costi e incertezza

Il comparto più colpito risulta essere quello degli investimenti, che segnerebbero una flessione di 7,7 miliardi di euro rispetto alle previsioni precedenti.

A pesare sono soprattutto l’aumento dei costi energetici e il clima di incertezza, che riducono i margini delle imprese e ne frenano la fiducia, portandole a rinviare o ridimensionare i piani di sviluppo.

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