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Navalny

Clamorosa indiscrezione dall’intelligence USA: “La morte di Navalny non è stata ordinata da Putin”

Pubblicato il 27 Aprile 2024

La morte di Navalny ha scosso la Russia, ma in generale l’Occidente e tutto il mondo intero. Molti hanno puntato il dito contro Putin, di cui Navalny era l’oppositore più acerrimo, ma intanto dagli Stati Uniti arriva una clamorosa voce: non sarebbe stato il presidente russo ad ordinare la morte del dissidente, almeno non direttamente.

Questo però non assolve Putin, anzi, semplicemente secondo le agenzie di intelligente statunitensi, come riportato dal Wall Street Journal, non sarebbe partito direttamente dal presidente russo l’ordine di uccidere Navalny.

Le indiscrezioni dell’intelligence USA

Navalny è morto il 16 febbraio 2024 in condizioni misteriose in seguito ad un improvviso malore, almeno secondo quanto scritto dai funzionari del Servizio penitenziario federale russo. Una morte apparentemente naturale, simile a una delle tante che si sono verificate sotto il regime di Putin.

Come scritto dal Wall Street Journal l’indiscrezione non assolve Putin, ma si limita a sostenere che probabilmente non è partito da lui l’ordine di uccidere Navalny. Una considerazione che sarebbe condivisa da diverse agenzie come la Cia, l’unità di intelligence del dipartimento di Stato e l’Ufficio del direttore dell’intelligenze nazionale.

I dubbi dei servizi segreti europei

In realtà i servizi segreti europei non sono d’accordo con questa tesi, anche perché desta molti sospetti soprattutto la tempistica con la quale è stato ucciso Navalny. Secondo la Fondazione anticorruzione, fondata dallo stesso Navalny, il dissidente doveva essere scambiato con alcuni prigionieri con USA e Germania. Putin voleva a tutti i costi evitare quello scambio e Navalny morì pochi giorni prima del presunto scambio di prigionieri.

Anche Mosca, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass, ha commentato in modo molto negativo l’articolo del Wall Street Journal, definendolo “di scarsa qualità” e riportante “ragionamenti vuoti”, parole usate dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.