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Materiale mostrato durante la conferenza stampa della polizia postale di Genova nell'ambito di una operazione che ha portato alla denuncia di decine di persone in tutta Italia per aver scaricato on-line film e telefilm coperti dal diritto d'autore, stamani 14 settembre 2010. ANSA/LUCA ZENNARO

Assolda sul darkweb un killer per uccidere il rivale in amore

Pubblicato il 13 Luglio, 2022

Il darkweb è un posto oscuro e pericoloso, un sottobosco di Internet dove è possibile trovare di tutto: carte d’identità e documenti fasulli, video cruenti, immagini pedopornografiche e addirittura killer su commissione.

E infatti un 34enne ha navigato nel darkweb proprio per cercare un killer e commissionargli l’omicidio del rivale in amore.

Ingaggia un killer per fare fuori il fidanzato della donna amata e avere campo libero: i dettagli

Protagonista di questa vicenda è un 34enne della provincia di Treviso, segretamente innamorato di una donna che però non corrispondeva il suo amore, poiché già impegnata in una relazione con 45enne del trevigiano.

Il 34enne ha quindi escogitato questo diabolico piano: assoldare un killer sul darkweb, pagarlo in criptovalute e uccidere il suo rivale in amore, così da poter corteggiare senza ostacoli la donna amata. Un piano che sarebbe potuto anche andare in porto se non fosse intervenuta tempestivamente la Polizia Postale.

L’indagine, condotta dal Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni, con il supporto della Polizia Postale di Venezia e Treviso, è partita a sua volta da un’attività di cooperazione internazionale con l’Fbi, che aveva appunto informato la Polizia Postale che il 45enne trevigiano era in pericolo di vita.

La Polizia Postale di Treviso, tramite accurate indagini, è riuscita a dare un nome e un cognome al 45enne in pericolo che, grazie al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Conegliano, è stato sottoposto ad un’attività di controllo continuo per garantirgli l’incolumità.

Parallelamente sono proseguite le indagini telematiche che hanno permesso di individuare i pagamenti effettuati in criptovalute, che conducevano direttamente al 34enne, il mandante dell’omicidio.

Le attività di polizia giudiziaria hanno permesso di collegare il portafogli del mandante dell’omicidio, poi denunciato, a quello dell’amministratore del sito di omicidi su commissione, attualmente solo indagato.

Uno squarcio nel mondo oscuro del darkweb

Fino a questo momento il darkweb era un porto franco dove stupratori, criminali, pedofili, truffatori e assassini potevano incontrarsi e concludere affari protetti dall’anonimato della rete.

Questa vicenda evidenzia invece i notevoli passi avanti fatti dalle forze dell’ordine nel monitoraggio della rete e in particolare del darkweb, che non è più un luogo impenetrabile e che comincia a mostrare qualche crepa.

Il tracciamento delle criptovalute, moneta virtuale utilizzata sul web per effettuare pagamenti nascondendo la propria identità, è uno degli aspetti più importanti da evidenziare poiché consente di risalire ai titolari dei wallet di criptovalute e quindi alla loro identità.