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Trump

Dazi di Trump bocciati dalla Corte Suprema: in gioco fino a 175 miliardi di dollari

Pubblicato il 21 Febbraio 2026

La decisione dei giudici e il nodo dei rimborsi

Che fine faranno le decine di miliardi di dollari versate dalle aziende americane dopo l’introduzione dei dazi voluti da Donald Trump? La questione è esplosa dopo che la Corte suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittime le tariffe imposte dal presidente a numerosi partner commerciali.

Secondo le stime, gli importatori penalizzati potrebbero rivendicare rimborsi compresi tra i 120 e i 175 miliardi di dollari. Una cifra enorme che rischia di avere effetti rilevanti sui conti pubblici statunitensi.

Come funziona il meccanismo dei dazi

Per la maggior parte dei prodotti colpiti dalle tariffe, l’importatore è tenuto a versare una cauzione presso la Customs and Border Protection, oltre a pagare un dazio stimato per poter far entrare la merce nel Paese.

Successivamente, l’amministrazione effettua una valutazione definitiva: se l’importo versato è superiore al dovuto, scatta il rimborso; in caso contrario, è l’azienda a dover integrare il pagamento. Questo procedimento, noto come “liquidazione”, può durare diversi mesi. Attualmente sarebbero circa 300mila le imprese statunitensi che hanno già depositato le cauzioni.

Una valanga di cause legali e il rischio caos

Dopo la sentenza della Corte Suprema, la battaglia legale è solo all’inizio. Oltre mille ricorsi sono già stati presentati dagli importatori davanti al tribunale commerciale competente per ottenere la restituzione delle somme versate, e il numero è destinato a crescere.

Il giudice Brett Kavanaugh, uno dei membri nominati da Trump, ha sottolineato che rimborsi per miliardi di dollari avrebbero “conseguenze significative per il Tesoro degli Stati Uniti”. Tuttavia, né l’amministrazione né la Corte hanno chiarito nel dettaglio le modalità operative dei rimborsi.

Dal punto di vista tecnico, la questione dovrà essere esaminata dalla United States Court of International Trade, il tribunale federale competente in materia di commercio internazionale, dazi e importazioni. Ma il percorso si preannuncia complesso: lo stesso Kavanaugh ha parlato di un possibile “caos”.

Molte piccole imprese temono di non riuscire a recuperare nulla. L’avvocato Ted Posner, socio dello studio Baker Botts, ha spiegato alla CNN che le aziende sono ancora in attesa di indicazioni chiare e che qualsiasi procedura richiederà documentazione dettagliata e passaggi legali accurati.

Non è ancora certo se sarà possibile avviare una class action. Gli esperti ritengono più probabile che ogni importatore debba presentare un ricorso individuale, con il rischio che i soggetti più piccoli rinuncino a chiedere il rimborso per evitare spese legali troppo onerose.

Nuovi dazi già in arrivo

Nonostante la bocciatura dei giudici, Trump non sembra intenzionato a fare marcia indietro. Il presidente ha già annunciato l’introduzione di nuovi dazi globali del 10% su tutti i Paesi a partire dal 24 febbraio.

In un messaggio pubblicato su Truth Social, Trump ha definito la decisione della Corte “ridicola”, assicurando che l’amministrazione lavorerà per incassare ancora più risorse attraverso nuove misure tariffarie, che ha descritto come pienamente conformi alla legge.

Il confronto tra Casa Bianca, tribunali e imprese è quindi destinato a proseguire, con effetti potenzialmente rilevanti sull’economia americana e sugli equilibri del commercio internazionale.

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