USA

Catania, traffico internazionale di stupefacenti, indagate 9 persone

Nell’ambito di articolate attività d’indagine coordinate da questa Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, gli agenti della Questura di Siracusa e Catania e i Finanzieri dei Comandi Provinciali della Guardia di finanza di Siracusa e di Catania hanno dato esecuzione un’ordinanza, emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Catania, con cui sono state disposte misure restrittive nei confronti 9 persone, sottoposte a indagine, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti tra l’Italia e gli Stati Uniti d’America, prescrizione abusiva di farmaci, truffa aggravata ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, ricettazione e falsità commessa dal pubblico ufficiale in certificazioni.

#USA2020: l’amministrazione Trump autorizza la transizione

Nella serata americana del 23 novembre è arrivato il tanto atteso ok per la transizione di poteri dall’attuale amministrazione Trump-Pence alla futura gestione Biden-Harris. In un tweet il presidente in carica ha raccomandato all’amministratrice della General Services Administration e al suo team di “fare ciò che deve essere fatto riguardo ai protocolli iniziali” aggiungendo poi “e ho detto al mio team di fare lo stesso.”

Trump: “Quasi 74 milioni di voti” ma si scorda i 79,784,165 voti per Biden

I giorni passano ma Donald Trump sembra non voler accettare la matematica. Insiste nel parlare dei voti che ha ricevuto, definendoli legali, ma ignora quelli del suo avversario.
Ieri il presidente in carica è tornato a parlare alla nazione, accusando le grandi aziende farmaceutiche di aver giocato contro di lui durante la campagna elettorale per vendicarsi del suo ordine esecutivo sul prezzo dei medicinali.

Trump ritorna a parlare in pubblico e minaccia New York. Biden ottiene 306 voti elettorali

Dopo otto giorni passati senza parlare in pubblico, nella serata di Trump si è presentato al Giardino delle Rose per una conferenza stampa. Durante il suo intervento c’è stato un attimo in cui gli è quasi scappato di dire che la prossima amministrazione potrebbe anche non essere la sua. Nel frattempo però l’attuale presidente continua a chiedere soldi a sostegno delle sue cause legali, senza avvertire che quei denari potrebbero finire per saldare i suo debiti elettorali o finanziare altre ambizioni.

Joe Biden: ‘Sarò un presidente che unisce, non divide’

“Questo è il momento di guarire in America”. In queste parole di Joe Biden si può riassumere l’intero discorso di accettazione pronunciato questa notte al Chase Center di Wilmington. Il nuovo presidente è cosciente di quanto sia difficile andare avanti se non si inizia a guarire le ferite del paese, se non si cerca di ricomporre le fratture e tornare a lavorare tutti assieme.

#USA2020: Biden recupera lo svantaggio in PA e GA, Trump grida all’imbroglio

Altro fine giornata agitato negli Stati Uniti. Joe Biden riesce a recuperare quasi tutto lo svantaggio che aveva in Georgia e al contempo si avvicina di buon passo a Trump in Pennsylvania. E mentre il democratico si ripresenta alla nazione invitando tutti alla pazienza, il presidente in carica soffre l’impatto con i dati degli uffici elettorali e minaccia cause legali in più stati.

#USA2020. Facebook, Google e Twitter in audizione al Senato USA

Zuckerberg, Dorsey e Pichai stanno diventando degli habitué di Capitol Hill. Ancora una volta i parlamentari americani hanno voluto chiamare a rapporto i CEO di Twitter, Facebook e Alphabet Inc. per riferire su come queste aziende gestiscono i contenuti pubblicati sulle loro piattaforme social e in che modo hanno intenzione di comportarsi nei ultimi giorni di contesa elettorale.

Supreme Court USA: confermata Amy Coney Barrett

52 Yea a 48 Nay, sembra il punteggio di una competizione e in effetti un po’ lo è stata. 38 giorni dopo la morte di Ruth Bader Ginsburg la Corte Suprema torna ad avere 9 giudici, fra polemiche ed accuse sempre crescenti. In un processo di conferma teso, dove la minoranza democratica al Senato ha osteggiato in tutti i modi la nomina fatta da Trump, Amy Coney Barrett diventa giudice alla più alta corte ma con i soli voti dei repubblicani che controllano l’aula.

Elezioni USA. Il ruolo della stampa locale

Durante questa campagna elettorale americana abbiamo assistito a diversi colpi di scena, scoop giornalistici messi a segno da importanti testate che in qualche caso hanno influenzato l’opinione pubblica. Ma nel quadro delle elezioni americane anche la stampa locale ha avuto un suo peso, agendo in modo coordinato e capillare.

USA. Quando “la pistola fumante” ferisce anche chi la maneggia

Nella settimana appena conclusa abbiamo sentito una giornalista della NBC, Savannah Guthrie, dire a Trump “Sei il presidente. Non sei, tipo, lo zio pazzo di qualcuno che può semplicemente ritwittare qualsiasi cosa.” Ma lo zio Donald non è solo in questa alacre attività di diffusione di teorie, ipotesi e non-notizie, ad aiutarlo sembra ci sia anche lo zio Rudy, il suo avvocato nonché ex sindaco di New York.

Amy Coney Barrett. Un giorno al Senato, con famiglia e strategia

Nella prima audizione al Senato degli Stati Uniti per valutare la candidata alla Corte Suprema, Amy Coney Barrett, i repubblicani e i democratici disvelano le loro strategie. Forse i giochi sono già fatti e i Rep hanno i numeri per confermare la nomina decisa da Trump, ma le tre giornate previste in Senato avranno una tale copertura mediatica da risultare un ottimo spazio di propaganda elettorale.

Scienza Vs Trump. Il mondo scientifico boccia il presidente

La comunità scientifica per sua natura è composta da persone che pensano molto ma di solito questa loro attività cerebrale si concentra sui progetti di ricerca, sull’analisi dei dati, sul reperimento dei fondi necessari a far partire una nuova iniziativa, o costruire nuove strutture dove condurre esperimenti, ma nell’epoca Trump gli scienziati si son trovati, loro malgrado, a dover dare anche dei giudizi sulla politica.

x