Pubblicato il 29 Settembre 2026
Debito al 119% del Pil, mai così alto dal dopoguerra
Il debito pubblico della Francia continua a salire e nel secondo trimestre dell’anno ha raggiunto un nuovo massimo storico. Lo stock complessivo è arrivato a 3.595,5 miliardi di euro, una cifra equivalente al 119% del Pil.
Nel primo trimestre il rapporto era al 117,5%. L’attuale livello rappresenta il valore più elevato registrato in Francia dal 1946 e conferma una dinamica dei conti pubblici che resta sotto pressione.
Le prospettive non indicano, almeno nell’immediato, un’inversione di tendenza. Le stime del governo francese prevedono infatti un deficit pari al 5,4% del Pil nel 2026, in aumento rispetto al 5,1% previsto per il 2025. Nel 2027 il disavanzo dovrebbe scendere al 5%, mentre il ritorno sotto il limite europeo del 3% è previsto soltanto nel 2029.
Il debito potrebbe arrivare al 121,7% del Pil
La conseguenza delle proiezioni sui conti pubblici è un ulteriore aumento dell’indebitamento. Secondo le stime del ministero dell’Economia francese, il rapporto debito/Pil potrebbe raggiungere il 121,7% nel 2027.
L’aumento sarebbe legato, nelle valutazioni ufficiali, al permanere di un deficit elevato.
L’economista Mathieu Plane, dell’Observatoire français des conjonctures économiques (Ofce), ha descritto la situazione come particolarmente delicata, sottolineando che la Francia non si trova attualmente né in una fase di stabilizzazione né in una di riduzione del debito.
Il confronto con il passato rende ancora più evidente la trasformazione dei conti pubblici: nel 2007 il debito francese valeva il 65,5% del Pil, mentre da allora il rapporto è cresciuto in modo significativo anche per effetto di diversi shock macroeconomici.
Francia seconda solo a Italia e Grecia per rapporto debito/Pil
Anche l’esperto di finanza pubblica François Ecalle ha evidenziato l’ampiezza dell’incremento registrato negli ultimi anni. Secondo le sue valutazioni, tra il 2019 e il 2025 la Francia ha fatto registrare uno dei maggiori aumenti del debito in rapporto al Pil, secondo soltanto alla Finlandia nel confronto citato.
Alla base della dinamica ci sarebbe soprattutto l’elevato livello del deficit, che Ecalle collega alle scelte della maggior parte dei governi francesi degli ultimi decenni.
Considerando invece il livello assoluto del rapporto debito/Pil, la Francia si colloca oggi dietro Grecia, al 143,1%, e Italia, al 138,9%, secondo i dati riportati nel confronto.
Gli Oat francesi arrivano a rendere più dei Btp italiani
A complicare il quadro c’è anche ciò che sta accadendo sul mercato dei titoli di Stato. Nelle ultime settimane si è infatti verificata una situazione significativa: i titoli francesi decennali, gli Oat, hanno iniziato a offrire rendimenti superiori rispetto ai Btp italiani della stessa durata.
Nel momento considerato, il rendimento degli Oat decennali si aggira intorno al 4,7%, mentre quello dei Btp italiani oscilla tra il 4,5% e il 4,6%. La differenza, nell’ordine di 15-20 punti base, resta contenuta in termini assoluti, ma rappresenta comunque un elemento rilevante.
Il rendimento richiesto dagli investitori sui titoli di Stato riflette infatti anche la percezione del rischio e delle prospettive dei conti pubblici. In questo caso, il mercato sta chiedendo alla Francia un premio leggermente superiore rispetto all’Italia, nonostante quest’ultima presenti un rapporto debito/Pil più elevato.
Perché stanno aumentando i rendimenti obbligazionari
L’andamento degli Oat va comunque inserito in un quadro più ampio. Il mercato obbligazionario internazionale sta attraversando una fase caratterizzata da rendimenti più elevati e maggiori esigenze di finanziamento da parte degli Stati.
Solo pochi mesi fa i Btp decennali rendevano circa il 3,7-3,8%, mentre gli Oat offrivano generalmente un rendimento inferiore. Nel frattempo, anche i titoli di Stato americani hanno registrato un forte incremento, con i Treasury decennali arrivati a superare la soglia del 5%.
Il costo del debito aumenta con i tassi
Quando i rendimenti salgono, per i governi diventa più costoso rifinanziare il debito in scadenza e finanziare il nuovo fabbisogno.
Tra i fattori che stanno contribuendo alla pressione sui mercati obbligazionari vengono indicati lo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente, le conseguenti preoccupazioni sull’inflazione e le esigenze delle banche centrali, oltre all’aumento dei deficit pubblici.
A questi elementi si aggiunge la crescente quantità di debito emesso dalle grandi aziende per sostenere gli ingenti investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale.
In questo scenario già complesso, i titoli di Stato francesi stanno risentendo in modo particolare delle preoccupazioni legate alla sostenibilità dei conti pubblici e all’evoluzione politica ed economica del Paese. Per Parigi, un debito in ulteriore crescita significa quindi anche affrontare un costo di finanziamento potenzialmente sempre più pesante.

