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Decreto Caivano, boom di presenze nei carceri minorili: scatta l’allarme sovraffollamento

Pubblicato il 25 Febbraio 2026

Il rapporto di Antigone: numeri in forte crescita negli Ipm

L’entrata in vigore del cosiddetto decreto Caivano ha avuto un impatto significativo sul sistema della giustizia minorile. Secondo il nuovo rapporto dell’associazione Antigone, la misura avrebbe determinato un aumento del 50% dei giovani detenuti negli Istituti penali per i minorenni (Ipm).

Il dato più preoccupante riguarda il sovraffollamento: per la prima volta gli Ipm italiani si trovano in una condizione di eccedenza rispetto alla capienza disponibile. Una situazione inedita per strutture che, fino a pochi anni fa, non registravano pressioni simili.

I dati: detenuti in crescita costante dal 2022 al 2025

Le cifre evidenziano una progressione netta. Alla fine del 2022 i minori presenti negli istituti erano 381. A distanza di tre anni, alla fine del 2025, il numero è salito a 572 presenze, segnando un incremento molto marcato.

Particolarmente significativo il biennio successivo all’introduzione del decreto: tra il 2023 e il 2024 la presenza media giornaliera è passata da 425,1 a 556,3 ragazzi, con un aumento del 30,9% in un solo anno.

Non solo presenze stabili, ma anche nuovi ingressi: sempre secondo il rapporto, gli accessi in carcere sono cresciuti di oltre il 10%, contribuendo a rendere strutturale la pressione sugli istituti minorili.

Un quadro che riaccende il dibattito sulle politiche penali rivolte ai minori e sulle conseguenze concrete delle nuove norme introdotte.

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