Pubblicato il 30 Aprile 2026
Obiettivo: più lavoro stabile e contratti di qualità
Il nuovo decreto lavoro approvato dal governo punta a un traguardo chiaro: tutti gli incentivi dovranno tradursi in un aumento reale dell’occupazione. Le agevolazioni saranno riconosciute solo in presenza di contratti firmati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale, con l’obiettivo di rafforzare il lavoro stabile e di qualità.
Il provvedimento introduce inoltre la proroga dei bonus per assunzioni di giovani, donne e nelle aree Zes, affiancata da un nuovo incentivo per trasformare i contratti a tempo determinato in indeterminato.
Risorse e platea dei beneficiari
Le misure saranno valide per le assunzioni effettuate fino alla fine dell’anno e si rivolgono in particolare a disoccupati di lungo periodo o persone senza lavoro da almeno due anni.
Complessivamente, il decreto mette in campo 934 milioni di euro, di cui quasi 500 milioni destinati ai giovani, con una previsione di oltre 52mila nuove assunzioni.
Gli sgravi: fino a 800 euro al mese
Il sistema degli incentivi prevede esoneri contributivi significativi per i datori di lavoro:
- Per l’assunzione a tempo indeterminato di donne svantaggiate: esonero totale dei contributi fino a 650 euro mensili per due anni, che può salire a 800 euro nelle aree Zes
- Per i giovani under 35: sgravi fino a 500 euro al mese, aumentati a 650 euro nelle regioni del Centro-Sud
- Per altre assunzioni nelle Zes: incentivo fino a 650 euro mensili
Accanto a questi strumenti, resta centrale anche l’apprendistato, che continua a rappresentare una soluzione diffusa grazie a costi ridotti e maggiore flessibilità retributiva legata alla formazione.
Il mercato del lavoro: crescita ma non per tutti
Nonostante i segnali positivi dell’occupazione, il quadro resta complesso. Nel 2025 gli occupati hanno superato i 24 milioni, ma la crescita ha riguardato soprattutto gli over 50.
Al contrario:
- gli under 35 hanno registrato un calo significativo
- è aumentato il numero di giovani inattivi
- anche la fascia tra i 35 e i 49 anni ha mostrato un arretramento
Il decreto nasce proprio per invertire questa tendenza e favorire l’ingresso dei più giovani nel mercato del lavoro.
Le altre novità: conciliazione e tutele
Tra le misure aggiuntive spiccano:
- incentivi fino a 50mila euro l’anno per le aziende che adottano politiche di conciliazione tra lavoro e vita privata
- nuove regole per i rider, con accesso alle piattaforme tramite Spid, Cie o sistemi di autenticazione sicuri, per garantire maggiore trasparenza e tutela
Le parole del governo
La ministra del Lavoro Marina Calderone ha sottolineato che il decreto rappresenta un intervento costruito attraverso il dialogo con imprese e sindacati, con una chiara direzione: valorizzare la contrattazione collettiva e garantire un “salario giusto”.
Secondo il governo, legare gli incentivi ai contratti più rappresentativi significa rafforzare le garanzie per i lavoratori e promuovere un modello occupazionale più solido e sostenibile.

