Pubblicato il 9 Novembre 2025
Un visitatore speciale nel cuore di San Marco
VENEZIA, 9 novembre 2025 – La laguna di Venezia ha un ospite inaspettato: un delfino nuota da settimane tra gondole, vaporetti e imbarcazioni private nel bacino di San Marco, una delle aree più trafficate della città.
L’animale, identificato come un tursiope (la stessa specie del noto “Mimmo”), è stato avvistato per la prima volta a luglio e da allora sembra aver scelto di stabilizzarsi nella laguna, nonostante il rumore e l’intenso traffico acqueo.
Monitoraggio costante e condizioni buone
Secondo il Museo di Storia Naturale di Venezia, il delfino gode di buone condizioni di salute. Gli esperti precisano che è stato visto uscire più volte in mare aperto, segno che non è intrappolato nella laguna ma si muove liberamente.
Il monitoraggio è continuo e viene effettuato in collaborazione con il CERT (Cetacean strandings Emergency Response Team) e la Guardia Costiera.
Le preoccupazioni per la sua sicurezza
Nonostante le buone notizie sul suo stato di salute, cresce la preoccupazione per la sicurezza dell’animale. Le numerose imbarcazioni a motore e i vaporetti rappresentano un pericolo concreto, soprattutto per il rischio di ferite causate dalle eliche.
Cristina Romieri, promotrice di una recente iniziativa cittadina, ha denunciato che molte persone si recano appositamente in laguna per fotografare il delfino, talvolta avvicinandosi troppo o persino lanciandogli oggetti: “Abbiamo visto perfino qualcuno tirargli una palla. È assurdo”, ha dichiarato Romieri.
In segno di sensibilizzazione, ieri, sabato, 8 novembre, in Piazza San Marco si è tenuto un flash mob e una raccolta firme per chiedere che il delfino venga riaccompagnato in mare aperto in condizioni di sicurezza.
Le regole per rispettarlo
Gli esperti hanno diffuso un vademecum di comportamento per chi dovesse avvistarlo:
- Mantenere una distanza minima di 50 metri.
- Non tagliargli la strada se si è in barca.
- Non offrirgli cibo né tentare di interagire direttamente.
Come spiega Luca Mizzan, responsabile del Museo di Storia Naturale: “Dobbiamo evitare di abituarlo troppo alla presenza umana. È importante che resti un animale selvatico e che, con il tempo, scelga di tornare in mare”.
Un futuro incerto ma sotto controllo
Gli avvistamenti del delfino si concentrano tra il bacino di San Marco, Punta della Dogana, la Giudecca e il Lido, ma chiunque lo notasse in difficoltà o ferito è invitato a contattare immediatamente la Guardia Costiera o il CERT.
Con l’arrivo del freddo e lo spostamento dei pesci verso acque più profonde, gli esperti sperano che il delfino decida presto di lasciare la laguna e tornare nel suo habitat naturale, dove potrà vivere in sicurezza.

