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Denise Pipitone

Denise Pipitone, Milo Infante: “Lo Stato abbandona la famiglia e indaga su di me”

Pubblicato il 22 Aprile, 2022

“Provo amarezza. Mi dispiace che nelle aule dei tribunali, il tempo dei giudici venga impiegato per queste vicende. Da giornalista so bene cosa sia la diffamazione, francamente non mi sembra questo il caso. Mi dispiace che si parli di Denise Pipitone accostandola a queste miserie”.

Denise Pipitone

Così Milo Infante nell’intervista rilasciata in esclusiva a Fanpage. Il giornalista da tempo segue da vicino il caso di Denise Pipitone. Nel programma da lui condotto, Ore 14, e sui suoi profili social concede ampio spazio alla vicenda della bambina di Mazara Del Vallo scomparsa il 1º settembre 2004.

Diciassette anni dopo, nessuno ha ancora pagato per il sequestro della piccola. Né si è fatta piena chiarezza su cosa le sia accaduto.

Hanno relegato Piera Maggio all’ergastolo. Fine pena mai. Non saprà mai che fine ha fatto sua figlia. È una condanna feroce”, dichiara Infante, in queste settimane indagato dalla procura di Caltanissetta per diffamazione aggravata.

NON SO COSA MI VIENE CONTESTATO

“Ancora non conosco le frasi che mi vengono contestate. Al momento non è dato sapere neanche chi sia il querelante, dato che il nome non è indicato sull’avviso di garanzia. Ho riguardato le due puntate che sono nel mirino dei magistrati che si sono sentiti tirati in ballo e non ho rilevato delle frasi che possano essere ritenute diffamanti. Evidentemente, però, siamo andati a urtare la sensibilità legittima di una o più persone che hanno ritenuto di querelarmi. Voglio aggiungere una cosa”, rivela.

Rivendico il diritto di critica. Posso dire che mi aspettavo di più da un’inchiesta che arriva a 17 anni dalla scomparsa di una bambina. Questa non è diffamazione. Se qualcuno si aspetta l’applauso anche per un’inchiesta che non porta risultati con me sbaglia – denuncia – Ho la sensazione che da anni ci sia, in generale, una forte insofferenza verso i giornalisti che ancora esprimono il diritto di critica. Siamo malvisti, non siamo simpatici a nessuno. Soprattutto alla cattiva politica che ci vive come un peso. C’è insofferenza nei confronti di quella che un tempo si chiamava la libera stampa”.

CI SONO DEI PULCINELLA TELEVISIVI

“Ci sono dei pulcinella televisivi, che ogni tanto, come dei pupazzetti a molla, saltano fuori e dicono la stupidata di turno – aggiunge – Creano una sorta di arena, una contrapposizione tra Piera Maggio e Anna Corona. Dicono che ci sono i cattivi che ce l’hanno con Anna Corona e Jessica Pulizzi. Capiamoci, non è il giornalista che ce l’ha con loro. Jessica Pulizzi è stata assolta per insufficienza di prove. E poi c’è Gaspare Ghaleb, l’unico condannato per avere mentito. E dato che siamo in Italia e non abbiamo rispetto neanche di una bambina rapita, siamo riusciti a mandare in prescrizione il reato, per cui Ghaleb è uscito con una fedina penale più pulita della mia. Quindi chi è che da sempre sospetta di Jessica Pulizzi? Io o i pubblici ministeri? Non c’è un altro sospettato o una pista alternativa. L’unica sotto processo è sempre stata lei. L’assoluzione avviene per mancanza di prove”.

Secondo la Procura di Marsala, tutta questa attenzione mediatica sul giallo di Mazara del Vallo avrebbe influito negativamente sulle indagini. 

In realtà, tanti casi di cronaca sono stati risolti grazie all’aiuto dei giornalisti. Non possiamo smettere di occuparci delle persone scomparse, solo perché a furia di parlare di un caso, spunta il mitomane che crede di vedere Denise Pipitone ovunque. L’invito è: fate le indagini, fatele bene, trovate i colpevoli, riportateci a casa le persone scomparse in un tempo accettabile e così non ne parleremo per 17 anni. Trovate Denise e io per primo smetterò di parlarne, fine.

LO STATO HA COMPLETAMENTE ABBANDONATO PIERA MAGGIO E PIERO PULIZZI

“La commissione parlamentare si incaglia perché manca la volontà di portarla avanti – dice a proposito della commissione d’inchiesta che facesse luce sulla vicenda di Denise, mai attivata -Era stata proposta a maggio dell’anno scorso, poi ha subito una serie di battute d’arresto, fino al momento in cui il Partito Democratico, che avrebbe dovuto calendarizzarla, non ha deciso di attenersi agli impegni presi con gli altri gruppi parlamentari e non presentare nuove commissioni. Io credo che per Denise Pipitone un’eccezione doveva essere fatta. Attribuisco la colpa alla mancanza di coraggio non solo del Partito Democratico, ma anche di tutti gli altri partiti politici che avrebbero potuto alzare la mano e dire di essere favorevoli a una forzatura. Questo non c’è stato. Lo Stato ha completamente abbandonato Piera Maggio e Piero Pulizzi. Completamente. Inutile dire che la seguono a distanza. In generale, credo che in molti guardino questo padre e questa madre e dicano: Ma cosa volete ancora?. La risposta è: Qualcuno ci dica dov’è nostra figlia”.

E a proposito della speranza di ottenere verità e giustizia: “A questa domanda hanno risposto i PM di Marsala. Nella richiesta di archiviazione dicono che solo se qualcuno che conosce la verità deciderà di parlare, si arriverà alla soluzione del caso. Ecco, la trovo un’ipotesi inaccettabile. Credo sia nostro dovere fare il necessario per arrivare alla verità, qualunque essa sia. Persone che hanno sottratto alla madre una bambina di 4 anni, non si pentono. Puoi sperare di arrivare alla verità solo facendo sentire il cappio che si stringe, una certa pressione. Bisogna avere il coraggio che fino a oggi è mancato. Ci sono state delle dichiarazioni da parte di testimoni e indagati, che sono state accertate come false. Bisognerebbe andare a riprenderle e capire perché sono state dette quelle bugie. E da lì ripartire. La vicenda di Denise si apre e si chiude nei quattro, cinque giorni successivi al sequestro. Tutto quello che accade dopo è depistaggio“.

LA CERCANO SOLO IL PAPA’, LA MAMMA E L’AVVOCATO

Solo il papà, la mamma e l’avvocato Giacomo Frazzitta, stanno cercando la bambina – afferma – Basta, non la cerca più nessuno. E poi c’è qualche mentecatto in cerca di visibilità. Ci sono personaggi che ogni tanto saltano fuori e si presentano come investigatori, persone informate sui fatti. Creano confusione, alimentano false speranze. Anche stamattina mi ha chiamato una persona che mi aveva contattato già in passato, dicendo di aver trovato Denise e che è mamma di due bambini. Gli ho chiesto di non chiamarmi mai più“.

Un giorno Piera Maggio mi chiese di approfondire una pista – racconta – Mi mandò i riferimenti di una ragazza, la cui storia era compatibile con la vicenda di Denise: i trasferimenti, i genitori adottivi che la trattavano male. Quadrava tutto, così le chiesi il gruppo sanguigno. Quando lo comunicai a Piera Maggio mi scrisse solo una frase: “Vai avanti”. Era compatibile con quello della figlia. Poi, feci delle verifiche sull’età anagrafica e scoprimmo che non corrispondeva a quella di Denise ed escludemmo questa possibilità. Tante trasmissioni, sia all’estero che in Italia, avrebbero fatto speciali di settimane anche sulla segnalazione che le ho raccontato. Avrebbero detto: “Abbiamo trovato Denise, la storia coincide, potrebbe essere lei”. Invece, l’abbiamo gestita solo il sottoscritto e Piera Maggio. Le segnalazioni non dovrebbero essere rese note perché si creano dei mostri, fenomeni da baraccone che dicono di aver visto Denise. Su questo sono d’accordo che dobbiamo darci tutti una regolata”.

Sì, continueremo a occuparci del caso – conclude – Lo faremo appena potremo, nel rispetto della sensibilità di Piera Maggio e di Piero Pulizzi. Noi, come Rai, crediamo molto nelle istituzioni, nella magistratura, nelle forze dell’ordine, nella legge. Abbiamo sempre fiducia, però la fiducia va anche meritata”.

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