Pubblicato il 8 Settembre 2022
“I due uomini avevano messo a punto uno schema sistematico che aveva distrutto la vita di pazienti che non sopportavano più di sorridere e soffrivano dolori intollerabili”.
E’ quel che si legge nella sentenza.
Centinaia di pazienti truffati, milioni di euro guadagnati togliendo denti perfettamente sani per mettere protesi di pessima qualità che hanno anche sfigurato diversi di loro.
In Francia è stato condannato a otto anni Lionel Guedj, soprannominato il “dentista della mutua” di Marsiglia, e suo padre Carnot, che ha ricevuto una condanna di cinque anni.

Lionel Guedj, 42 anni, aveva aperto il suo ambulatorio in un quartiere povero della città nel sud del Paese e ha operato per sei anni con l’assistenza del genitore prima di essere accusato di violenza intenzionale che ha causato mutilazioni nel 2012.
Aveva un vasto giro di pazienti ai quali veniva concesso di non anticipare di tasca propria la quota poi rimborsata dalla Sécurité Sociale.
Ai pazienti, per lo più senza molte risorse, il truffatore promettava “un sorriso da star”.
Durante il processo che si è concluso ad aprile, i pubblici ministeri hanno affermato che l’uomo ha eseguito circa 3.900 operazioni canalari sui denti perfettamente sani di 327 pazienti, richiedendone l’estrazione e la sostituzione con ponti.
Grazie a quei trucchi è riuscito a diventare il dentista più pagato di Francia nel 2010, quando ha fatturato circa 2,9 milioni di euro.
Il servizio sanitario nazionale francese, che ha sostenuto parte del costo delle operazioni fraudolente, ha affermato che Guedj di aver messo 28 volte più ponti rispetto a un dentista medio.
Secondo quanto emerso dal processo visitava, da “dentista della mutua”, fino a 70 pazienti al giorno, ai quali dedicava non più di un quarto d’ora ciascuno.
Le autorità sanitarie hanno calcolato che per compiere gli atti dei due dentisti ci sarebbero volute 57 ore di lavoro al giorno.
“Mai, ma mai, ho inteso ferire o causare dolore”, ha giurato lui alla Corte.
Le pene inflitte hanno tenuto conto del “numero delle vittime”, dei 6 anni durante i quali i fatti sono avvenuti, e del “grave danno” arrecato alle casse dello Stato, che hanno dovuto sopportare anche “altissimi costi per riparare” i danni subiti da molti pazienti.

