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truffa

Tenta di raggirare un sacerdote, fingendosi suo collega. Denunciato per tentata truffa un 20enne

Pubblicato il 11 Marzo, 2021

Gli agenti del Commissariato della Polizia di Stato di Gallipoli hanno denunciato per tentata truffa un giovane 20enne di Andria, dopo aver svolto e ultimato le indagini che hanno visto coinvolto come vittima un sacerdote di Gallipoli. Un giorno di febbraio, infatti, il sacerdote di Gallipoli ha ricevuto una chiamata su “Whatsapp” con un numero al quale era associata una foto raffigurante un altro sacerdote. Quest’ultimo si è presentato al telefono come Don Franco Amatulli della Diocesi di Taranto. Dopo la presentazione, il sedicente prete, ha cominciato ad illustrare delle presunte difficoltà economiche di una ragazza madre di Gallipoli che da lì a poco sarebbe stata sfrattata dall’abitazione in cui viveva per non aver corrisposto per cinque mesi il canone di locazione. Il finto sacerdote, poi denunciato per tentata truffa, continuando nel racconto, ha riferito di non poter uscire da casa perché affetto da Covid-19 e pertanto ha chiesto, al vero prete, la cortesia di poter versare una somma equivalente a 5 mesi di affitto, pari a 1.500 euro, sulla carta Poste-Pay intestata alla stessa ragazza bisognosa con la promessa che avrebbe restituito, con un suo bonifico successivo, quanto anticipato. Terminata la chiamata, il truffatore ha inviato una foto riportante, oltre la carta prepagata, anche i dati necessari per effettuare il versamento. 

Da tempo raggirava appartenenti al clero, denunciato per tentata truffa

Non vedendosi accontentato nella richiesta di denaro, il 20enne poi denunciato per tentata truffa, ha iniziato a vessare il “vero” sacerdote con messaggi e chiamate. A quel punto, a quest’ultimo è nato il sospetto che dietro la richiesta di aiuto in realtà ci fosse una vera e propria truffa. Sospetto che è diventato ancora più fondato quando il vero sacerdote ha incalzato di domande il truffatore, al fine di poter avere quante più informazioni possibili sul caso e così attivare la corretta procedura di solidarietà attraverso il canale della Caritas. Ma nulla da fare. Il 20enne, poi denunciato per tentata truffa, è risultato sempre evasivo nelle risposte poiché aveva come unico scopo quello di ricevere la ricarica in denaro sulla carta Poste-Pay. Il sacerdote di Gallipoli, a quel punto, ha indossato i panni di “Don Matteo” e dopo una piccola indagine ha scoperto che il presunto Don Franco Amatulli, della Diocesi di Taranto, in realtà era un altro sacerdote della Curia di Foggia, a cui tempo fa era stata rubata l’identità digitale.  Versione confermata al Sacerdote di Gallipoli dalla stessa vittima che, peraltro, aveva denunciato già i fatti. A quel punto, al gallipolino “Don Matteo” non è rimasto che rivolgersi ai poliziotti del Commissariato di Gallipoli i quali, dopo un’articolata attività investigativa, sono risaliti all’identità dell’uomo poi denunciato per truffa. Si tratta, appunto, di un 20enne di Andria con precedenti specifici commessi tutti ai danni di suore e altri appartenenti al clero anche di altre province, tra cui Genova, Sulmona, Gioia del Colle, Andria, Firenze, Bologna e Milano. Grazie alla collaborazione con i colleghi del Commissariato di Canosa di Puglia, che erano già stati coinvolti in altre attività investigative a seguito di denunce per truffa, inoltre, a casa dell’uomo denunciato per tentata truffa è stata trovata e sequestrata la carta Poste-Pay che era stata inviata tramite foto al sacerdote di Gallipoli, il telefono cellulare con cui aveva inoltrato le chiamate “Whatsapp” e anche la sim card con cui aveva effettuato la chiamate. 

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