Pubblicato il 1 Luglio 2026
Il 26enne è stato trovato senza vita nella sua cella
Un detenuto di 26 anni è stato trovato morto all’alba nel carcere della Dogaia, a Prato, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto essere ascoltato dalla Procura nell’ambito di una denuncia presentata contro alcuni appartenenti alle forze dell’ordine per presunte violenze subite durante il suo arresto.
La vittima è Rodriguez Matute, cittadino honduregno, detenuto con l’accusa di tentato omicidio, contestata insieme a un ragazzo italiano di 16 anni per l’aggressione a un cameriere avvenuta nella notte del 12 maggio nel centro di Prato.
L’allarme lanciato dai compagni di cella
A fare la scoperta sono stati i due compagni di cella, che nelle prime ore del mattino hanno trovato il giovane privo di vita e hanno immediatamente dato l’allarme.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. Secondo le prime valutazioni, la morte sarebbe riconducibile a un arresto cardiaco, ma saranno gli accertamenti medico-legali a chiarire con precisione le cause.
Disposta l’autopsia
Il magistrato di turno ha disposto l’autopsia sul corpo del 26enne, esame che dovrà accertare le cause del decesso e verificare anche l’eventuale assunzione di sostanze nelle ore precedenti alla morte.
Gli investigatori attendono l’esito degli accertamenti per ricostruire con esattezza quanto accaduto.
Oggi avrebbe dovuto raccontare la sua versione dei fatti
Il giovane avrebbe dovuto comparire oggi davanti ai magistrati per essere ascoltato in merito alle presunte violenze denunciate dopo il suo arresto.
Secondo quanto riferito dallo stesso detenuto ai medici, la frattura della mandibola di cui era affetto sarebbe stata provocata durante le fasi dell’arresto. La circostanza era stata segnalata alla Procura, che aveva fissato l’audizione per raccogliere la sua testimonianza.
Indagini in corso
La morte del detenuto apre ora un ulteriore fronte investigativo. Sarà l’autopsia, insieme agli accertamenti disposti dalla Procura, a chiarire le cause del decesso e ogni eventuale collegamento con le vicende denunciate dal 26enne.
Come previsto dalla legge, le indagini sono in corso e ogni responsabilità dovrà essere accertata dagli organi competenti.

