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“Mi chiamo Diarra e sono un giocatore del Psg”: arrestato truffatore recidivo

Pubblicato il 5 Maggio, 2022

Chi non ha mai sognato di fare parte di una delle squadre di calcio che si ammirano in tv, entrare sul campo, sentire lo stadio che acclama mentre si calcia il pallone insieme con fuoriclasse così come Messi, Mbappe e Neymar?

Un sogno che possono realizzare soltanto calciatori di livello internazionale, così come quelli che fanno parte della rosa del Paris Saint Germain. Ma per qualche giorno, tra le stelle allenate da Pochettino, c’è stato un intruso che con il calcio aveva ben poco a che fare. 

Durante la Coppa Gambardella, una competizione calcistica francese nata nel 1955 organizzata dalla Federcalcio transalpina e riservata alle squadre giovanili, era prevista la partecipazione della rappresentativa under 19 del Psg, che dovevano affrontare i coetanei del Lisieux.

Il truffatore, sfruttando la presenza della squadra parigina Bleus presso lo Zenao Appart-hotel, si è accodato ai calciatori, fingendo di essere una giovane promessa del calcio francese, di nome Diarra, magari ispirandosi al vero Lassana Diarra, detto “Lass”, che Il 22 gennaio del 2018 firmò un contratto della durata di 18 mesi proprio con il Paris Saint-Germain, per poi rescindere, 19 febbraio del 2019, il contratto che lo legava alla squadra francese, dando contestualmente l’addio al calcio giocato.

Diarra
Lassana Diarra

Secondo quanto riportato dai quotidiani transalpini, il 28enne dimostrava un’età inferiore a quella scritta sui suoi documenti, scoperti ovviamente soltanto dopo l’arresto.

Il finto Diarra ha trascorso ben tre giorni nella sua camera, usufruendo dei pasti e dei comfort pagati dal club. La truffa è stata scoperta dai dipendenti dell’albergo, che si sono insospettiti dopo che il 28enne ha chiesto di prolungare il soggiorno nella struttura.

Una volta chiesti i documenti il finto Diarra ha chiesto al direttore dell’hotel di contattare un fantomatico agente ad un numero telefonico, a cui ha risposto una segreteria telefonica. 

Una volta chiamata la polizia il finto calciatore non ha potuto fare altro che confessare, prima che gli agenti procedessero con l’arresto.

In quei tre giorni l’uomo ha provocato un “danno economico” di 228 euro, un conto salato che gli è costato una condanna a due mesi di reclusione.

A incidere sulla condanna è stata la recidività dell’individuo: non era la prima volta che metteva in scena truffe simili per ottenere denaro o altre tipologie di benefici.

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