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Diesel, il taglio delle accise non arriva ovunque: oltre 3mila distributori sotto osservazione

Pubblicato il 30 Luglio 2026

Lo sconto è in vigore, ma i prezzi non sono scesi come previsto

Il taglio delle accise sul gasolio, entrato in vigore il 28 luglio, continua a far discutere. Nonostante il decreto del Governo preveda una riduzione di circa 17 centesimi al litro, in molti impianti il beneficio non sarebbe stato ancora trasferito completamente ai consumatori.

La misura, che resterà valida fino al 6 agosto e comporta un costo stimato per lo Stato di circa 125 milioni di euro, avrebbe dovuto alleggerire in modo immediato il prezzo del diesel alla pompa.

Il prezzo medio del diesel è diminuito meno del previsto

Secondo gli ultimi dati, il 29 luglio il prezzo medio del gasolio self service sulla rete ordinaria è sceso a 2,074 euro al litro, contro i 2,180 euro registrati il 28 luglio e i 2,184 euro del 27 luglio, prima dell’entrata in vigore del decreto.

La riduzione effettiva è stata quindi di circa 11 centesimi al litro, inferiore allo sconto di 17 centesimi previsto dal provvedimento.

Oltre 3mila impianti nel mirino dei controlli

Alla luce delle differenze riscontrate nei prezzi, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha chiesto l’intervento del Garante per la sorveglianza dei prezzi, noto come “Mr Prezzi”.

Dalle prime verifiche emerge una situazione non uniforme sul territorio nazionale. Su 20.100 distributori monitorati, ben 2.484 impianti (12,3%) avrebbero mantenuto i prezzi del 27 luglio, mentre 684 distributori (3,4%) avrebbero addirittura aumentato i listini.

Complessivamente sono oltre 3mila gli impianti finiti sotto osservazione, e gli esiti delle verifiche saranno trasmessi all’autorità giudiziaria. L’elenco dei distributori interessati è stato inoltre inviato alla Guardia di Finanza, che procederà con gli accertamenti.

I gestori respingono le accuse

Le associazioni di categoria contestano però l’interpretazione fornita dal Governo.

Secondo Faib, Figisc e Fegica, i gestori degli impianti non sarebbero responsabili del mancato adeguamento dei prezzi, poiché i listini dipendono in larga parte dai fornitori che operano a monte della filiera.

Per le organizzazioni dei benzinai, quindi, eventuali ritardi nell’applicazione dello sconto non potrebbero essere imputati direttamente ai distributori.

Codacons: automobilisti penalizzati

Sulla vicenda è intervenuto anche il Codacons, secondo cui il taglio delle accise non è stato ancora trasferito integralmente ai consumatori.

L’associazione evidenzia che, al 30 luglio, il prezzo medio del gasolio sulla rete ordinaria risultava diminuito di appena 11,8 centesimi rispetto al 27 luglio, mentre in autostrada il calo si sarebbe fermato a circa 9 centesimi al litro.

Le differenze tra le regioni

Il Codacons segnala inoltre forti variazioni territoriali nell’applicazione dello sconto.

La Campania risulta la regione con la riduzione più contenuta, pari a circa 9,5 centesimi al litro, seguita da Basilicata e Molise.

I ribassi più consistenti sono stati invece registrati in Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia, dove il prezzo del gasolio è diminuito di oltre 13 centesimi al litro.

Il risparmio per gli automobilisti resta inferiore alle attese

Secondo i calcoli del Codacons, l’applicazione incompleta dello sconto comporta un minor beneficio economico per chi fa rifornimento.

Con una riduzione piena di 17 centesimi al litro, un pieno da 50 litri avrebbe consentito un risparmio di circa 8,50 euro. Ai prezzi attualmente praticati, invece, il vantaggio si fermerebbe a circa 5,90 euro, con una differenza di 2,60 euro per ogni pieno rispetto a quanto previsto dal decreto.

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