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PARIS, FRANCE - OCTOBER 30: Novak Djokovic of Serbia looks on in his mens singles second round match against Corentin Moutet of France during Day three of the Rolex Paris Masters at AccorHotels Arena on October 30, 2019 in Paris, France. (Photo by Quality Sport Images/Getty Images)

Djokovic chiederà risarcimento di 5 milioni di dollari all’Australia

Pubblicato il 18 Gennaio, 2022

Novak Djokovic ha lasciato l’Australia dopo che le autorità locali hanno annullato il suo visto per la seconda volta, e non vi rimetterà piede per i prossimi tre anni.

Djokovic e il risarcimento

E ora, il numero uno del tennis mondiale, Djokovic gioca la carta del risarcimento. Infatti come ha dichiarato a Repubblica sarebbe intenzionato ad inviare una richiesta di risarcimento danni nei confronti dell’Australia e del circuito Open: i suoi legali sono pronti ad avviare un’azione legale con la richiesta di 5 milioni di dollari di indennizzo.

Sicuramente una somma più alta del premio da 4,4 milioni di euro che il giocatore serbo avrebbe potuto aggiudicarsi vincendo gli Australian Open dai quali è rimasto, ovviamente escluso, in seguito alla decisione del governo e del ministro dell’Immigrazione Alex Hawke.

Il motivo della richiesta sarebbe la preclusione dal torneo, come è facile intuire, ma anche un indennizzo per il periodo passato al Park Hotel di Melbourne in attesa di giudizio, definito dallo stesso tennista “ingiusta prigionia”. In ballo ci sarebbero anche i 500mila euro del primo giudizio in terra australiana, favorevole al campione.

Il chiarimento di Lacoste

Intanto, però, arriva notizia di un confronto con uno degli sponsor principali del tennista che vuole capire la situazione. Lacoste, ha infatti, annunciato che “il prima possibile ci metteremo in contatto con Novak Djokovic per rivedere gli eventi che hanno accompagnato la sua presenza in Australia, ha comunicato il noto marchio di abbigliamento francese in una nota. “Auguriamo a tutti – conclude Lacoste – un eccellente torneo e ringraziamo gli organizzatori per tutti i loro sforzi volti a garantire che la competizione si svolga in buone condizioni per giocatori, staff e spettatori”.

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