Pubblicato il 21 Aprile 2026
Caos alla Camera e protesta delle opposizioni
Clima incandescente nell’Aula della Camera durante la discussione sul decreto Sicurezza. I deputati dell’opposizione hanno occupato simbolicamente i banchi del governo, circondandoli durante una votazione sulle pregiudiziali e provocando la sospensione della seduta.
Il presidente di turno, Fabio Rampelli, ha richiamato i parlamentari chiedendo di non ostacolare i lavori parlamentari, arrivando all’espulsione del deputato Arturo Scotto. Solo dopo la convocazione della conferenza dei capigruppo, prevista nel pomeriggio, la situazione è tornata alla normalità.
Fiducia sul decreto e calendario dei lavori
Il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sul decreto sicurezza, attualmente all’esame della Camera.
Le tempistiche prevedono:
- Dichiarazioni di voto a partire dalle 16 del giorno successivo
- Voto sulla fiducia subito dopo
- Esame dei 145 ordini del giorno collegati al provvedimento
Resta inoltre confermato il question time nel pomeriggio.
Meloni: “Non è un pasticcio, andremo avanti”
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha difeso con fermezza il decreto, respingendo le critiche:
“Non considero questo provvedimento un pasticcio”.
Ha spiegato che i rilievi tecnici arrivati dal Quirinale e da alcuni legali saranno recepiti in un nuovo decreto ad hoc, precisando però che: “La norma resta, perché è di assoluto buon senso”.
Secondo la premier, non c’erano i tempi tecnici per modificare il testo durante la conversione in legge.
Nuovo decreto per correggere la norma sui rimpatri
Per superare le criticità emerse, il governo starebbe preparando un secondo decreto legge con l’obiettivo di modificare la norma sugli incentivi agli avvocati coinvolti nei rimpatri volontari.
L’idea è quella di approvare il decreto sicurezza nella sua forma attuale e intervenire subito dopo con un provvedimento correttivo, che potrebbe essere pubblicato contemporaneamente in Gazzetta Ufficiale.
Piantedosi: “Interverremo sulla norma”
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha chiarito che il tema dei rimpatri volontari assistiti non è una novità, essendo previsto da oltre dieci anni nel sistema normativo italiano ed europeo.
Tuttavia ha ammesso la necessità di un intervento: “Abbiamo preso atto delle sensibilità emerse e ci predisponiamo a una correzione”.
Le opposizioni chiedono chiarezza
I gruppi di opposizione hanno chiesto con forza maggiore trasparenza e un confronto immediato, sollecitando la convocazione della conferenza dei capigruppo.
La posizione è netta: “Non siamo disponibili a iniziare i lavori senza chiarimenti”.
Salvini: “Conta il risultato”
Il vicepremier Matteo Salvini ha minimizzato le polemiche sui rilievi del Quirinale: “Non mi stupisco più di nulla”.
Ha ribadito che l’obiettivo del governo resta quello di rafforzare la sicurezza, accelerare espulsioni e rimpatri e ridurre gli ingressi irregolari.

