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Dolomiti

Dolomiti: si stacca un pilastro del monte Moiazza (VIDEO)

Pubblicato il 8 Luglio 2022

Un pilastro della Moiazza, imponente monte delle Dolomiti agordine, a circa 2.400 metri di quota, si è staccato precipitando a valle nella zona Forcella del Camp. 

A dare l’allarme un escursionista tedesco di passaggio sull’Alta via numero 1 nella zona di che ha sentito un boato e visto una grande nuvola scendere nel canale dei Cantoi de Framont.

L’uomo è quindi corso al Rifugio Bruto Carestiato e il gestore, componente del Soccorso alpino di Agordo, ha allertato i sanitari del Suem 118 dotati di elicotteri.

Il punto del distacco coincide con il rientro della Ferrata Costantini, una delle più ardite delle Dolomiti.

Dolomiti
Il punto del distacco

Concordato con la Centrale operativa, dopo aver imbarcato il soccorritore si è alzato in volo l’elicottero dell’Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, che ha effettuato una lunga ricognizione, per escludere l’eventuale coinvolgimento di persone. E, fortunatamente, nessun ferito

MARMOLADA: EMERGONO ALTRI RESTI 

Intanto, dal ghiacciaio della Marmolada emergono altri resti delle vittime del seracco crollato domenica scorsa. Attrezzatura tecnica e resti organici sono stati rinvenuti dagli operatori nell’ambito della ricognizione “vista e udito” sul luogo del disastro. Le ricerche, ancora in corso, si stanno svolgendo sulla parte bassa della colata di ghiaccio, roccia e fango, compresa una zona non interessata dal sopralluogo di ieri mattina. 

Al momento le vittime accertate del disastro sono dieci. 

Entro sera è atteso l’esito del primo confronto tra il dna dei resti delle vittime non ancora identificate.

Il punto di Paolo Borgonovo, coordinatore dei soccorritori

La squadra, composta da 14 persone, tra cui due unità cinofile, sta effettuando un secondo intervento “vista e udito” sul campo.

Gli operatori, coordinati da Paolo Borgonovo, del Centro di addestramento alpino della polizia di Moena, sono stati trasferiti in zona dopo il briefing operativo tenutosi a Canazei poco dopo le 5. Durante la notte le temperature sul ghiacciaio sono scese sotto lo zero, consolidando il ghiaccio e permettendo di estendere le operazioni fino alle 9.30 circa.

Due vedette sono state poste ai margini della colata di fango, ghiaccio e roccia per controllare che non vi siano nuovi movimenti, mentre un elicottero in volo stazionario è pronto ad intervenire nel caso in cui sia necessario effettua l’evacuazione rapida della squadra.