Pubblicato il 7 Agosto 2023
È stata fermata con l’accusa di infanticidio la donna di 40 anni che era stata trovata mercoledì scorso in strada a Casal di Principe (Caserta), in stato confusionale, con un feto morto di 20 settimane in un sacchetto.
La donna di origini marocchine e irregolare in Italia, che lavorava da qualche mese come badante in città, avrebbe assunto volontariamente, per abortire, numerose compresse di un farmaco normalmente utilizzato come antinfiammatorio, ma che riporta tra gli effetti collaterali quelli abortivi.
A incastrare la 40enne non solo le tracce lasciate nell’abitazione ma anche alcune chat su WhatsApp.
Secondo gli inquirenti, da quelle emerge la volontà della donna di assumere il farmaco appositamente per abortire.
Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a ricostruire l’intera dinamica dei fatti, anche riguardo all’identificazione del padre, per capire se era a conoscenza delle intenzioni della donna.
La misura cautelare, emessa nell’ambito di indagini coordinate dalla procura presso il tribunale di Napoli Nord, è stata eseguita oggi, dopo che la donna è stata dimessa dal nosocomio.
La prognosi è risultata compatibile con la detenzione.
La 40enne si trova nel carcere di Pozzuoli, in attesa dell’udienza di convalida del provvedimento di fermo.

