Pubblicato il 30 Maggio 2026
Apertura alla guida tecnica estera della Nazionale
Da Coverciano, dove l’Italia si sta preparando alle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia sotto la guida del commissario tecnico ad interim Silvio Baldini, il capitano azzurro Gianluigi Donnarumma ha affrontato il tema del futuro della panchina della Nazionale.
Sul possibile arrivo di un allenatore straniero, Donnarumma ha chiarito: “Non spetta a me decidere, ma non avrei alcun problema. L’importante è che chi arriverà dia tutto per questa maglia”.
Un’apertura netta che arriva in un momento delicato per la ricostruzione della squadra, con l’obiettivo di rilanciare il progetto tecnico azzurro.
Il rapporto con Guardiola e l’esperienza al Manchester City
Tra i nomi circolati per la panchina della Nazionale figura anche Pep Guardiola, con cui Donnarumma ha recentemente condiviso l’esperienza al Manchester City.
Il portiere ha commentato senza entrare nei dettagli delle indiscrezioni: non ha affrontato direttamente l’argomento con il tecnico catalano, ma ha sottolineato di essersi trovato bene con lui e di aver apprezzato il lavoro svolto. Ha inoltre evidenziato come Guardiola abbia lasciato il club dopo aver scritto una pagina importante della sua storia, probabilmente per scelte personali e professionali.
Il ruolo da capitano e la voglia di ripartenza
Donnarumma ha poi raccontato il suo senso di responsabilità verso la Nazionale, spiegando di aver contattato personalmente il CT ad interim per confermare la propria disponibilità.
“Da capitano mi sono sentito in dovere di farmi avanti e dire che ci sarei stato”, ha spiegato, aggiungendo che anche i compagni condividono la volontà di ripartire e riportare l’Italia ai livelli che merita.
Giovani, futuro e la delusione mondiale
Il portiere ha espresso fiducia nel nuovo corso, sottolineando la presenza di giovani talentuosi pronti a dare una mano alla squadra: “Sono giocatori forti, possono aiutarci molto”.
Infine, non ha nascosto la delusione per l’assenza dal prossimo Mondiale, definendola una battuta d’arresto pesante per tutto il gruppo e per il movimento italiano, ribadendo però il desiderio di essere un punto di riferimento per le nuove generazioni della Italy national football team.

