Pubblicato il 15 Agosto 2026
Nuova fase esplosiva sui crateri sommitali
Dopo una breve fase di relativa calma, l’Etna ha nuovamente intensificato la propria attività eruttiva. Il vulcano è interessato da una marcata attività esplosiva nell’area dei crateri sommitali, con il fenomeno che, secondo le ultime osservazioni, si sarebbe spostato dalla Voragine al cratere di Nord-Est.
L’attività ha prodotto una nube eruttiva di notevole altezza, trasportata dal vento verso Sud-Sud-Est. A confermare il nuovo scenario è un aggiornamento del Vona (Volcano Observatory Notice for Aviation) emesso dall’Ingv di Catania, che ha innalzato il livello di allerta per l’aviazione dal codice arancione a quello rosso, il massimo previsto.
Il tremore vulcanico torna a crescere
Particolare attenzione viene riservata anche all’andamento del tremore vulcanico, uno dei parametri utilizzati per monitorare l’attività interna del vulcano. Dopo essere sceso sensibilmente nelle ore precedenti, il segnale è tornato a crescere in maniera evidente, indicando una nuova fase di maggiore energia all’interno dell’Etna.
Cambia nuovamente lo scenario sul vulcano
Nelle prime ore della giornata di oggi, 15 agosto, l’Ingv di Catania aveva invece segnalato una fase di attenuazione dell’attività eruttiva, lasciando ipotizzare una possibile conclusione dell’episodio in corso.
Il momentaneo calo dell’attività aveva avuto conseguenze anche sul funzionamento dell’aeroporto di Catania Fontanarossa. La Sac, società che gestisce lo scalo, aveva infatti valutato la possibilità di anticipare la riapertura alle ore 14, rispetto alle 15 inizialmente indicate.
L’ipotesi era stata presa in considerazione alla luce della riduzione dell’attività vulcanica e della minore presenza di cenere nell’atmosfera. Contestualmente, dopo il passaggio del livello di allerta da rosso ad arancione, era stata disposta anche la riapertura immediata del settore C1 dell’aeroporto.
Il quadro, tuttavia, è cambiato nuovamente, mentre scriviamo, ore 12,30. L’attività dell’Etna resta in continua evoluzione e il ritorno dell’esplosività, insieme alla risalita del tremore vulcanico e alla nuova emissione di cenere, rende necessario un monitoraggio costante della situazione.

