Pubblicato il 24 Giugno 2026
Un nascondiglio difficile da raggiungere, scelto probabilmente proprio per sfuggire ai controlli, e un carico di droga destinato ad alimentare il mercato dello spaccio durante la stagione estiva. A Ponza, la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 40 chilogrammi di hashish all’interno di una grotta nella zona di Chiaia di Luna, portando a termine quello che viene indicato come il più ingente sequestro di sostanza stupefacente mai effettuato sull’isola.
L’operazione tra controlli via terra e via mare
L’attività è stata condotta dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Ponza, insieme alla IV Squadra Unità Navali della Sezione Operativa Navale di Gaeta, nell’ambito dei servizi di controllo del territorio e di contrasto ai traffici illeciti. Le indagini si sono sviluppate nell’arco di diverse settimane attraverso mirati servizi informativi, osservazioni e appostamenti, sia da terra sia dal mare. L’obiettivo era monitorare eventuali movimenti sospetti sull’isola e, in particolare, nell’area interessata dal successivo ritrovamento.
La droga nascosta in una grotta accessibile solo a nuoto
Gli elementi raccolti hanno portato i Finanzieri a effettuare una perlustrazione accurata all’interno di una grotta nella località Chiaia di Luna. L’intervento è risultato particolarmente complesso per la conformazione del luogo e per le difficoltà di accesso: la cavità, infatti, era raggiungibile solo a nuoto e dopo un tratto in inabissamento.
Durante l’ispezione sono stati trovati 33 involucri, contenenti complessivamente 330 panetti di hashish, per un peso totale di circa 40 chilogrammi. Secondo le stime, una volta immessa sul mercato illecito, la sostanza avrebbe potuto generare proventi superiori a 500.000 euro.
L’ipotesi sullo stoccaggio temporaneo
La droga sequestrata è stata messa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Cassino, che ha coordinato le operazioni e le successive attività investigative.
Dagli accertamenti avviati emerge l’ipotesi che il carico fosse stato nascosto nella grotta da un corriere incaricato del suo temporaneo stoccaggio. La posizione del nascondiglio, difficilmente accessibile, avrebbe consentito di utilizzare l’area come punto di deposito per rifornire in seguito la rete locale di spaccio, soprattutto nel periodo estivo, attraverso prelievi progressivi e discreti della sostanza.
La sinergia tra reparti territoriali e comparto navale
L’operazione è stata possibile grazie alla collaborazione tra la componente territoriale della Guardia di Finanza e il comparto aeronavale. Un assetto operativo che, come evidenziato dal Corpo, conferma l’efficacia del modello previsto dal D.Lgs. 177/2016, che attribuisce alla Guardia di Finanza il ruolo esclusivo di polizia del mare e le relative funzioni di tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico in ambito marittimo.
L’intervento si inserisce nel contrasto a fenomeni considerati di particolare allarme sociale, con ricadute sulla sicurezza pubblica e sulla salute dei cittadini e dei giovani, soprattutto in territori a forte vocazione turistica come le isole pontine.
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