Pubblicato il 19 Maggio 2026
La confessione e il movente legato al denaro
Ha confessato ai Carabinieri Mario Landolfi, 48 anni, l’omicidio di due prostitute ritrovate senza vita tra il 17 e il 18 maggio in un cantiere abbandonato a Pollena Trocchia, in provincia di Napoli.
Secondo quanto emerso, il duplice delitto sarebbe maturato dopo una lite per la richiesta di un pagamento aggiuntivo rispetto alla somma concordata per le prestazioni sessuali. L’uomo avrebbe portato le due donne in un’area isolata per poi gettarle nel vuoto all’interno del cantiere.
Le vittime e la ricostruzione della tragedia
Le due donne, una 29enne del Casertano e una 49enne di origine ucraina, sarebbero state uccise in due momenti distinti, al termine di discussioni legate al denaro.
La prima vittima avrebbe inizialmente richiesto 100 euro, poi aumentati a 150 dopo aver visto il luogo isolato dell’incontro. Proprio la richiesta di una somma maggiore avrebbe scatenato una violenta colluttazione, culminata nella caduta nel vano ascensore del cantiere.
La seconda donna, convinta di essere accompagnata in una struttura alberghiera, avrebbe concordato 80 euro per la prestazione più 35 euro per la stanza. Anche in questo caso, una volta giunti nell’area abbandonata, la discussione sul pagamento sarebbe degenerata fino alla colluttazione fatale.
Le indagini e il ruolo dei testimoni
L’identificazione del presunto responsabile è stata possibile grazie alla testimonianza di due persone che si trovavano nei pressi del cantiere.
I testimoni avrebbero visto l’uomo arrivare in auto con una donna e poi allontanarsi da solo dopo circa venti minuti, con una borsa bianca in mano. Insospettiti, hanno fotografato il veicolo e la targa, allertando immediatamente i Carabinieri.
Uno dei due testimoni avrebbe anche riconosciuto l’uomo, già noto nella zona di Sant’Anastasia, non lontano da Pollena Trocchia, dove risiede il sospettato.
Le successive verifiche investigative hanno portato al fermo del 48enne che, interrogato in caserma alla presenza dei militari e del pubblico ministero di Nola, avrebbe poi confessato il duplice omicidio. Anche la moglie dell’uomo avrebbe fornito elementi utili sugli orari e sugli spostamenti del marito.
Il cantiere abbandonato trasformato in teatro del crimine
I corpi delle due vittime sono stati ritrovati all’interno di un grande cantiere edile dismesso, struttura mai completata e abbandonata da anni.
Si tratta di un’area isolata e poco frequentata, spesso utilizzata come rifugio da prostitute e tossicodipendenti. Il complesso, un lungo scheletro di cemento di oltre 300 metri, è da tempo simbolo di degrado e incuria del territorio.
Oggi quel luogo dimenticato è diventato lo scenario di una tragica vicenda di violenza e morte, che ha sconvolto l’intera comunità locale.

