Pubblicato il 4 Maggio 2023
È stata condannata a 30 anni di reclusione Elona Kalesha, la 38enne albanese accusata di aver ucciso e fatto a pezzi Shpetim e Teuta Pasho, suoi connazionali e genitori del suo ex fidanzato Taulant Pasho, scomparsi alla fine di ottobre del 2015.
I corpi senza vita dei due coniugi vennero poi rinvenuti nel dicembre del 2020 in alcune valigie abbandonate in un terreno tra il carcere fiorentino di Sollicciano e la superstrada Firenze-Pisa-Livorno.
La scomparsa dei coniugi Pasho, arrivati in Italia per salutare il figlio Taulant, che sarebbe uscito dal carcere di Firenze la mattina del 2 novembre del 2015, venne denunciata dalla figlia della coppia, Vitore, ai carabinieri di Castelfiorentino (Firenze), dove risiede e dove i suoi genitori sono stati sepolti.
Oggi pomeriggio la Corte di assise di Firenze ha emesso la sentenza per la donna accusata di duplice omicidio volontario, occultamento e vilipendio di cadaveri.
La Procura aveva chiesto l’ergastolo.
Per l’accusa, sulla base delle indagini svolte dai carabinieri, il duplice omicidio probabilmente avvenne la sera prima che Taulant uscisse di prigione, nell’appartamento a Firenze, in via Fontana, che Elona aveva affittato proprio per i genitori del fidanzato.
Avrebbe ucciso i due coniugi per evitare che rivelassero l’aborto di un figlio concepito quando il fidanzato era già detenuto.
Per la difesa, sostenuta dall’avvocato Federico Febbo, Elona Kalesha doveva essere assolta perché, sulla base delle risultanze probatorie, “Non si sa se abbia ucciso, con chi avrebbe ucciso e perché avrebbe ucciso”.

