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Emergenza abitativa, presidio questa mattina a piazza Stesicoro: censimento beni immobili tra le richieste

Il sit-in a piazza Stesicoro è stato indetto dai sindacati che si occupano dell’emergenza abitativa, con particolare riferimento allo sfratto per morosità incolpevole.

Pubblicato il 18 Marzo 2022

“È ora che la Regione Siciliana faccia la sua parte assicurando somme sufficienti per il passaggio da casa a casa per chi subisce uno sfratto per morosità incolpevole”. Chiedono attenzione e risorse per chi non riesce più a pagare gli affitti i rappresentanti di Sunia, Sicet, Uniat Unione Inquilini, Cgil, Cisl e Uil che stamattina hanno indetto un presidio provinciale unitario in piazza Stesicoro a Catania per “affrontare la sofferenza abitativa e dire no agli sfratti, sì alle case”. 

Si aspettano anche che la Regione solleciti, di concerto con le Prefetture, l’istituzione delle “Commissioni provinciali per la mediazione tra inquilini e proprietari”, ma anche uno stanziamento annuale continuo e costante di almeno il 2% dei rispettivi bilanci finanziaria regionale e nei bilanci degli Enti locali da destinare al disagio abitativo. Per le sigle provinciali che hanno inscenato la protesta (ma le stesse sigle a livello regionale hanno organizzato anche un’iniziativa regionale a Palermo) si potrebbe trovare una soluzione immediata all’emergenza “figlia delle troppe crisi che si sono moltiplicate in questi ultimi 15 anni a livello locale e provinciale” nell’utilizzo del patrimonio immobiliare confiscato alla mafia per offrire soluzioni all’emergenza.

Un altro passaggio necessario sarebbe poi il censimento dei beni immobili dismessi o non utilizzati di proprietà degli Enti pubblici per destinarli alle finalità abitative, l’attivazione a livello comunale (o sovracomunale) delle Agenzie Sociali per l’Abitare, che fungano da supporto per chi si trova in condizioni di difficoltà abitativa e che abbiano una funzione di coordinamento dei programmi e delle risorse del nuovo welfare abitativo.

Per i sindacati sarebbe anche necessario ridisegnare l’impianto normativo dell’edilizia residenziale pubblica e sociale, identificando nuove risposte ai nuovi bisogni sociali purtroppo sempre più drammatici. In Sicilia si prevedono dai 15 mila ai 20mila sfratti a breve termine per “morosità incolpevole”. Se a questo aggiungiamo le circa 30 mila famiglie in attesa dell’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica e i 10mila invisibili, il quadro della sofferenza è completo. A Catania a fronte di una stima di almeno 4mila sfratti nel corso del 2022 sono più di 10mila le famiglie in grave sofferenza abitativa. I sindacati hanno infine ribadito la loro critica sulla scelta del Comune di allontanare gli homeless dai portici di piazza della Repubblica, “senza però garantire loro un posto sicuro e igienico dove ricoverarsi”.