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Endometriosi, nel Lazio approvato il Piano regionale per la presa in carico delle pazienti

La Regione Lazio approva il Piano di Rete per l’endometriosi, con centri territoriali e ospedalieri, telemedicina, équipe multidisciplinari ed esenzione 063

Pubblicato il 9 Luglio 2026

Una rete strutturata, con centri territoriali e ospedalieri collegati tra loro, per accompagnare le donne lungo l’intero percorso di diagnosi e cura. Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio prende il via il Piano di Rete Regionale per la gestione delle pazienti affette da endometriosi, provvedimento destinato a riorganizzare l’assistenza attraverso un modello integrato e multidisciplinare.

A sottolineare la portata dell’iniziativa è Orlando Angelo Tripodi, vicepresidente della commissione Sanità del Consiglio regionale del Lazio e rappresentante di Forza Italia, promotore della legge.

Tripodi: «La paziente non sarà più lasciata sola»

“Come promotore di questa legge e rappresentante di Forza Italia – spiega Orlando Angelo Tripodi (FI), vicepresidente commissione Sanità in Consiglio regionale del Lazio – provo un profondo orgoglio: con questo provvedimento straordinario, il Lazio si pone indiscutibilmente all’avanguardia in Italia, tracciando un modello di eccellenza e sensibilità che auspico possa presto essere replicato in tutto il Paese. La paziente non sarà più lasciata sola a rimbalzare da uno specialista all’altro: il ginecologo coordinerà un team di esperti che comprende radiologi, chirurghi generali, urologi, psicologi, nutrizionisti e terapisti del dolore, l’endometriosi è una patologia ginecologica cronica, complessa e profondamente invalidante, che colpisce tra il 2% e il 10% delle donne in età riproduttiva a livello globale”.

Il nuovo modello affida quindi al ginecologo il coordinamento di un gruppo composto da più figure professionali, con l’obiettivo di evitare percorsi frammentati e continui passaggi da uno specialista all’altro.

Una patologia cronica che incide sulla qualità della vita

L’endometriosi è una malattia ginecologica cronica che può manifestarsi attraverso dolore pelvico persistente e infertilità. La patologia può avere conseguenze rilevanti sulla vita emotiva, sociale e lavorativa delle donne.

Per lungo tempo, molte pazienti hanno dovuto affrontare iter diagnostici complessi, caratterizzati da ritardi e da una presa in carico non sempre coordinata.

Una rete tra territorio e ospedali

“Oggi la Regione Lazio – continua Tripodi – risponde con un provvedimento di rilevanza nazionale, una svolta strutturale che mette la donna al centro del sistema sanitario. Per questo ringrazio il presidente Francesco Rocca e la collega Marika Rotondi che ha sostenuto l’iniziativa sin dai primi passi. Il Piano non si limita a una dichiarazione di intenti, ma istituzionalmente rivoluziona l’assistenza attraverso un modello di network Integrato basato sull’assoluta continuità tra medicina territoriale e ospedaliera”.

Il Piano prevede l’istituzione di Centri di primo livello, distribuiti sul territorio e destinati alla diagnosi precoce mediante ecografia pelvica e risonanza magnetica, alla terapia medica e agli interventi di chirurgia ginecologica di base.

Accanto a queste strutture saranno attivati i Centri di secondo livello, configurati come hub di alta specializzazione per i casi più complessi e per l’endometriosi profonda.

Almeno 15 interventi complessi ogni anno negli hub

Nei centri di secondo livello sarà svolta attività chirurgica mininvasiva ad alta specializzazione. Per garantire standard elevati, ogni struttura dovrà effettuare almeno 15 interventi complessi all’anno.

Tra gli ospedali regionali individuati figurano il Policlinico Gemelli, il Campus Biomedico, il Policlinico Umberto I, il Policlinico Tor Vergata e il San Giovanni Addolorata.

Il gruppo multidisciplinare al centro del percorso

Uno degli elementi principali del Piano è l’adozione di un gruppo multidisciplinare e multiprofessionale, chiamato a valutare e seguire le pazienti attraverso competenze differenti.

La rete sarà inoltre collegata in modo strutturato con altri percorsi clinici regionali, tra cui la Rete di Terapia del Dolore, la Rete della Procreazione Medicalmente Assistita e la Rete del Percorso Nascita.

Il raccordo con la procreazione medicalmente assistita avrà anche la funzione di preservare la fertilità e contribuire al contrasto della denatalità.

Telemedicina per visite di controllo e consulti

Per ridurre le distanze e i tempi d’attesa, il Piano introduce strumenti di telemedicina, prevedendo teleconsulti tra specialisti e televisite per il follow-up delle pazienti in condizioni stabili.

Il provvedimento conferma inoltre il diritto all’esenzione dal pagamento delle prestazioni attraverso il codice 063, riservato alle pazienti affette da endometriosi moderata o grave, classificata negli stadi III e IV secondo il sistema ASRM.

L’esenzione garantirà l’accesso alle visite di controllo e agli accertamenti diagnostici previsti.

Monitoraggio annuale su attese, interventi e accessi al pronto soccorso

Il funzionamento della rete sarà verificato ogni anno in collaborazione con il Dipartimento di Epidemiologia della Asl Roma 1.

Il monitoraggio riguarderà i tempi d’attesa, il numero degli interventi chirurgici e gli accessi al pronto soccorso, attraverso indicatori specifici come SIAS, SIES e SIO XL. L’obiettivo è controllare l’efficacia del sistema e migliorare progressivamente la qualità delle cure.

«Restituiamo dignità, tempo e speranza»

“Come Forza Italia – conclude Tripodi – abbiamo fortemente voluto e promosso questa legge perché crediamo che la salute delle donne sia il termometro della civiltà di una intera comunità. Non stiamo solo approvando un documento tecnico: stiamo restituendo dignità, tempo e speranza a migliaia di donne che combattono quotidianamente contro questa patologia sociale ed economica. Il Lazio dimostra che quando la politica si mette al servizio della scienza e del cittadino, nascono eccellenze di portata nazionale. Da oggi, la sanità italiana ha un nuovo punto di riferimento: Il Lazio”.

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