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analisi laboratorio

Esami del sangue falsi per 425 pazienti? Indagati titolare, tecnico e biologi di un laboratorio di analisi

Pubblicato il 10 Marzo, 2022

Dopo la vicenda dei Green pass fantasma ottenuti con vaccini finti, ancora un presunto scandalo che coinvolge professionisti salentini. Esami del sangue falsificati per 425 pazienti. Questa l’accusa da cui si dovranno difendere cinque dipendenti di un laboratorio di analisi di Maglie. Secondo l’accusa gli esiti degli esami del sangue e diagnostici venivano sistematicamente alterati e falsificati e questo è accaduto per circa un anno. Un fatto reiterato almeno fino a quando un ex dipendente non ha deciso di svuotare il sacco e denunciare quanto accadeva nel centro. Secondo le prime ricostruzioni, i referti alterati sono stati in totale 425 e questo sarebbe stato anche accertato nel corso delle indagini condotte dai carabinieri del Nas di Lecce. Il tutto sarebbe avvenuto nel lasso di tempo che va da dicembre 2018 al dicembre dell’anno successivo. Va da sé che i referti alterati sarebbero stati addirittura più di uno al giorno.

Esami del sangue falsi, ma non solo. Le altre accuse

Sono cinque in totale i soggetti finiti sotto inchiesta per gli esami del sangue ed i referti falsificati. Tra questi ci sarebbero il titolare del laboratorio; un tecnico e tre biologi in servizio presso il centro. Sul loro capo, al momento, penderebbero le accuse di inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità e falso ideologico in certificati. Gli accertamenti dei militari del Nas hanno consentito di scoprire, secondo l’ipotesi accusatoria, 425 referti di pazienti in cui sarebbero state riportate false attestazioni sull’esecuzione e gli esiti di esami diagnostici ed ematochimici. I pazienti, quindi, avrebbero trovato valori negli esami del sangue alterati e quindi errati rispetto a quelli reali, con tutti i danni collaterali del caso. Il laboratorio, peraltro accreditato con il servizio sanitario regionale, sempre secondo le accuse, deteneva materiale di controllo, calibrazione e reagenti con la data di scadenza superata. Queste le ipotesi che dovranno essere vagliate nei prossimi 20 giorni quando gli indagati potranno depositare memorie difensive o chiedere di essere interrogati.

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