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ESCLUSIVA – L’incredibile storia del vittoriese Giovanni Mangione/Elio Vittorio, dichiarato morto alla nascita nel 1974. Ci ha raccontato tutta la sua storia e oggi grida: “Mamma, sono io e sono vivo”

Pubblicato il 15 Gennaio, 2022

Sembra la trama di un film, invece è realtà. La realtà di Giovanni Mangione, un vittoriese che è arrivato anche sulle reti Rai, alla trasmissione ItaliaSi condotta da Marco Liorni, pur di trovare una risposta alle domande di una vita e, soprattutto, pur di vedere realizzato il suo sogno: ritrovare la madre. Ma partiamo dall’inizio.

Tutto inizia nell’Ospedale Paternò Arezzo di Ragusa.

“Esattamente. Sono nato proprio in quell’ospedale il 22 settembre del 1974, ma con il nome di Elio Vittorio. Un bambino come tanti, tranne per il fatto che nessuno lo andava a trovare. Fu proprio questa cosa che incuriosì la Signora Anna, figura chiave nella mia storia. Anna aveva appena partorito la sua Sabrina, mia vicina di culla e, ogni volta che si avvicinava a lei, si rendeva conto che io ero solo. Così si è affezionata a questo bambino sconosciuto, che le faceva tanta tenerezza per poi, naturalmente, perderlo di vista, ma senza mai dimenticarlo.”

Sulla sua culla c’era scritto Elio Vittorio, mentre oggi si chiama Giovanni Mangione

“E’ stato proprio grazie alla Signora Anna che sono riuscito a risalire a quel nome. Dopo tanti anni la signora, il mio angelo custode, ha deciso di cercarmi e ha scoperto che ero stato adottato e che il mio nome era cambiato. Vittoria è piccola e non è stato difficile per lei risalire alla mia nuova famiglia e, quindi, a me. Quando ha cercato di avvicinarmi, ho avuto un sussulto: pensavo fosse proprio lei la mia vera madre, colei che, secondo me, mi aveva abbandonato in fasce. Per questo, inizialmente l’avevo allontanata e non avevo voluto rapporti con lei.”

Poi cosa è cambiato? Cosa ha scoperto?

“Una cosa che mi ha letteralmente stravolto la vita. Pare che alla mia mamma biologica avessero detto che aveva partorito un bambino morto. E per questo non mi aveva mai cercato. Tutta la rabbia che avevo dentro è sparita di colpo e ha lasciato il posto al dispiacere, alla tristezza, alla voglia di andare a fondo alla storia. Perché hanno fatto una cosa del genere, privando un figlio dell’amore di una madre e procurando ai genitori il più grande dei dolori? Mia madre è ancora a Vittoria o a Ragusa? In Sicilia? E’ viva? Ha avuto altri figli? Da quel momento non sono più riuscito a smettere di pormi queste domande e ho ricostruito dei tasselli importanti, grazie anche alla Signora Anna.”

Ed è per questo che ha chiesto aiuto anche a noi media?

Si, vorrei lanciare un appello e fare in modo che la mia storia venga condivisa il più possibile. Vorrei che mi aiutaste a gridare “MAMMA SONO IO, SONO ELIO VITTORIO E SONO VIVO!”. Vi ringrazio per quanto potrete fare, ogni segnalazione, ogni condivisione sarà sicuramente utile e speriamo che presto possa parlarvi ancora della mia storia, ma con mia madre accanto”.

Potete inviare delle segnalazione anche all’indirizzo mail del nostro giornale: ragusa@dayitalianews.com

 

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