Pubblicato il 19 Agosto 2026
Riprese nella notte, 18 e 19 agosto, le fontane di lava e una debole emissione di cenere
Dopo una breve pausa, l’Etna è tornato a mostrare segnali di attività esplosiva. Nella notte il cratere Voragine ha infatti ripreso la propria attività, con fenomeni osservati a partire dalle prime ore del mattino.
Secondo quanto comunicato dall’Osservatorio Etneo dell’INGV, intorno alle 3 è ricominciata l’attività stromboliana, accompagnata da una debole emissione di cenere. In base alle previsioni sulla dispersione, la nube tende a dirigersi verso il quadrante meridionale.
Al momento non risultano variazioni operative per lo scalo aeroportuale di Catania, che resta regolarmente operativo.
Il tremore vulcanico è aumentato nella notte
I primi segnali della nuova fase eruttiva erano stati registrati poco prima. Intorno alle 2 il tremore vulcanico ha infatti mostrato un rapido incremento, mantenendosi successivamente su livelli elevati.
Le sorgenti del tremore, secondo i dati dell’INGV, risultano localizzate nell’area del cratere di Nord-Est, a una quota compresa tra circa 1.800 e 2.000 metri sul livello del mare.
Nella stessa zona sono stati rilevati anche boati e segnali di attività infrasonica, comparsi a partire dalle 2 della notte.
Nella Valle del Bove prosegue l’attività effusiva
La ripresa dell’attività esplosiva alla Voragine si accompagna alla prosecuzione dell’attività effusiva nella Valle del Bove, dove restano attive due colate laviche.
La prima, alimentata da una bocca situata a circa 1.900 metri di quota, è ormai arrivata intorno ai 1.350 metri. La seconda colata è invece legata alla nuova bocca apertasi all’alba del 18 agosto a circa 3.100 metri sul livello del mare.
L’Etna, dunque, dopo una breve tregua, torna nuovamente in una fase di maggiore vivacità eruttiva, mentre proseguono il monitoraggio dell’INGV e l’osservazione dell’evoluzione dei fenomeni.

