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Faida all’interno del clan Cappello-Bonaccorsi: tre arresti per la sparatoria a San Giovanni Galermo – FOTO

Pubblicato il 21 Giugno 2026

Intervento delle forze dell’ordine

Nella serata dell’11 giugno, a seguito di una segnalazione giunta alle 23:49 alla Sala Operativa della Questura, personale della Polizia di Stato è intervenuto in piazza Beppe Montana, nel quartiere San Giovanni Galermo a Catania, dopo la segnalazione di diversi colpi d’arma da fuoco esplosi in strada.

All’arrivo degli agenti, le persone coinvolte non erano più presenti.

Rinvenimenti sul luogo dei fatti

Durante il sopralluogo sono stati recuperati numerosi bossoli nei pressi di un chiosco e una pistola rinvenuta vicino a un campetto di calcio.

Successivamente, il personale sanitario del Policlinico di Catania ha segnalato la presenza di tre minori feriti da colpi d’arma da fuoco, uno dei quali in condizioni più gravi.

Sono stati inoltre individuati diversi scooter abbandonati, uno dei quali presentava un foro compatibile con l’impatto di un proiettile.

Intervento dei Carabinieri e inseguimento

Negli stessi momenti, una pattuglia dell’Arma dei Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania ha intercettato in via San Paolo, a Gravina di Catania, tre scooter con a bordo sei persone complessive, tutte con volto coperto e targhe occultate.

Durante l’inseguimento, uno dei passeggeri ha tentato di disfarsi di un’arma, lanciando in un terreno una pistola calibro 9×21 con colpo in canna, risultata provento di furto in abitazione.

Uno dei soggetti fermati indossava inoltre una protezione balistica artigianale, realizzata con libri, coperte e nastro isolante.

Ricostruzione della dinamica

Le successive indagini della Polizia di Stato, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza, hanno permesso di ricostruire una dinamica articolata:

  • Un gruppo armato composto da sei soggetti su tre motocicli, tutti travisati, sarebbe arrivato in piazza e avrebbe aperto il fuoco verso un gruppo di giovani presenti nei pressi di un chiosco.
  • Alcuni giovani avrebbero reagito, raggiungendo la strada armati e preparando una risposta al fuoco.
  • Ne sarebbe nato un conflitto armato reciproco, con esplosione di colpi da entrambe le parti e ferimenti di più persone.
  • Durante lo scontro, uno dei giovani armati sarebbe stato colpito e costretto ad abbandonare una pistola semiautomatica poi recuperata nell’area del parco.

Arresti e provvedimenti giudiziari

Grazie al coordinamento tra la Polizia di Stato e l’Arma dei Carabinieri, è stato arrestato nell’immediatezza un soggetto già sottoposto agli arresti domiciliari, ritenuto gravemente indiziato di:

  • tentato omicidio in concorso con aggravante mafiosa
  • detenzione e porto illegale di armi
  • ricettazione
  • evasione

Le accuse risultano aggravate dall’ipotesi di aver agito per agevolare il clan Cappello–Bonaccorsi, riconducibile alla criminalità organizzata.

Indagini sui minori e ulteriori sviluppi

Un minore coinvolto negli eventi, identificato grazie all’analisi delle immagini, è stato arrestato e, dopo il ricovero ospedaliero, trasferito presso il Centro di Prima Accoglienza (CPA) e successivamente, dopo l’udienza di convalida su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Catania, collocato presso l’Istituto Penale per i Minorenni di Catania Bicocca.

Un secondo soggetto, anch’egli minorenne secondo le indagini, è stato successivamente identificato e colpito da provvedimento di fermo della Procura Distrettuale di Catania, per tentato omicidio e porto abusivo di armi, con aggravante mafiosa legata al clan Cappello–Bonaccorsi.

Dopo essere rimasto irreperibile, è stato rintracciato il 17 giugno nel quartiere San Giovanni Galermo e associato alla casa circondariale di Catania Bicocca.

Contesto investigativo

Secondo gli elementi raccolti, alla base dello scontro armato vi sarebbe una tensione interna a due diverse componenti del clan Cappello–Bonaccorsi, per motivazioni ancora in fase di accertamento.

Resta ferma la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, come previsto dall’ordinamento.

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