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Falsa veterinaria denunciata nel Palermitano: sequestrati farmaci, documenti e due container rubati

Pubblicato il 1 Luglio 2026

Indagine dei Carabinieri tra Trabia e Termini Imerese

Una donna è stata denunciata dai Carabinieri del Nucleo Cites del Centro Anticrimine Natura di Palermo, al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese.

All’operazione hanno preso parte anche i militari della Stazione di Trabia e il personale dell’Asp.

Le accuse, allo stato degli atti e nel rispetto della presunzione di innocenza, sono esercizio abusivo della professione veterinaria, maltrattamento di animali, diffamazione e truffa.

Sequestrati documenti e medicinali veterinari

Nel corso della perquisizione, gli investigatori hanno sequestrato numerosi documenti ritenuti utili alle indagini, tra cui certificati sanitari, attestazioni riconducibili all’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana (ENCI) e documentazione relativa alla vendita di cani.

I Carabinieri hanno inoltre trovato un ingente quantitativo di farmaci ad uso veterinario, alcuni dei quali risultati scaduti.

Le contestazioni mosse dagli investigatori

Secondo l’ipotesi accusatoria, la donna avrebbe falsamente certificato l’appartenenza di alcuni cani a razze pregiate, attribuendo loro genealogie inesistenti per aumentarne il valore commerciale.

Gli investigatori contestano inoltre la somministrazione di medicinali veterinari senza possedere i titoli e le competenze professionali richieste dalla legge.

Scoperti anche due container oggetto di furto

Durante gli accertamenti sono stati rinvenuti anche due container marittimi risultati oggetto di furto.

Secondo quanto emerso, i manufatti erano stati denunciati come sottratti da una società che li aveva concessi a noleggio a un’attività commerciale riconducibile all’indagata. La denuncia era stata presentata alla Procura della Repubblica di Alessandria.

Indagini ancora in corso

Gli elementi raccolti saranno ora valutati dall’Autorità giudiziaria nell’ambito del procedimento penale.

Come previsto dalla legge, la donna è da considerarsi presunta innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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