Pubblicato il 7 Marzo 2026
L’uscita dalla struttura e la decisione del tribunale
Poco dopo le 21 di venerdì 6 marzo, la madre della cosiddetta “famiglia del bosco”, Catherine Birmingham, ha lasciato la casa famiglia di Vasto, dove viveva dal 20 novembre scorso. Questa volta, però, ha varcato il cancello senza i suoi figli.
La donna è stata costretta ad allontanarsi dalla struttura a seguito di un’ordinanza restrittiva del tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha stabilito un cambiamento radicale nella gestione della situazione familiare.
Il provvedimento ha infatti disposto il trasferimento immediato dei bambini in un’altra località protetta, stabilendo che il percorso di tutela e supporto dei minori proseguirà senza la presenza della madre.
Le motivazioni dei giudici: clima difficile e ostilità verso il personale
Secondo quanto riportato nell’ordinanza, la presenza costante della madre sarebbe diventata un ostacolo al percorso educativo e psicologico dei bambini. I giudici sottolineano infatti che tale situazione risulterebbe “gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori”.
Nel documento viene descritto un rapporto complicato tra la donna e il personale educativo della struttura. L’atteggiamento della madre viene definito “ostile e squalificante”, con frequenti tensioni e una scarsa fiducia nei confronti delle figure professionali coinvolte.
Secondo i servizi sociali, la donna manifesterebbe scatti d’ira e un atteggiamento oppositivo alle indicazioni ricevute, utilizzando spesso modalità comunicative svalutanti nei confronti delle educatrici.
Le convinzioni educative e il problema della scolarizzazione
Un altro elemento evidenziato nella relazione riguarda il basso livello di scolarizzazione dei bambini. Parte di questa situazione sarebbe legata anche alle convinzioni educative della madre.
La donna, infatti, sosteneva che l’apprendimento scolastico dovesse iniziare solo dopo i sette anni, poiché riteneva che il cervello dei bambini fosse più predisposto allo studio dopo un periodo di esperienze dirette nella natura.
Con il passare del tempo, spiegano i giudici, l’umore della madre sarebbe peggiorato, probabilmente anche a causa della convinzione iniziale che la permanenza nella comunità sarebbe stata breve e che la famiglia avrebbe presto potuto tornare a vivere insieme nella propria abitazione.
Il ruolo del padre e le tensioni tra i minori
Diversa la descrizione fatta del padre, Nathan. Secondo quanto riportato dagli operatori, l’uomo avrebbe mostrato un atteggiamento più collaborativo e rassicurante, risultando di sostegno sia alla moglie sia ai figli.
Nel frattempo, tuttavia, il clima di tensione avrebbe avuto effetti anche sui bambini, che in alcune occasioni sarebbero arrivati a comportamenti aggressivi nei confronti delle educatrici e di altri minori presenti nella struttura.
Gli educatori riferiscono inoltre che la madre non sarebbe intervenuta per fermare o richiamare i figli, attribuendo invece la responsabilità della situazione al personale della casa famiglia.
La denuncia dell’avvocata e la reazione dei bambini
La separazione tra madre e figli, secondo quanto denunciato dalla legale Danila Solinas, sarebbe avvenuta in un clima estremamente doloroso.
L’avvocata ha raccontato che i bambini avrebbero reagito con forte disperazione al distacco dalla madre, parlando di scene drammatiche durante l’esecuzione del provvedimento.
Secondo la legale, l’assistente sociale avrebbe insistito per l’allontanamento della donna nonostante le proteste e le urla dei minori, definendo l’episodio “terribile”.
Il caso continua a far discutere: prevista una fiaccolata
La vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco”, già al centro dell’attenzione mediatica nei mesi scorsi, continua ad alimentare il dibattito pubblico e giudiziario.
Per il pomeriggio di oggi è stata organizzata una fiaccolata silenziosa davanti alla casa famiglia, promossa da sostenitori della coppia che intendono manifestare solidarietà e chiedere una revisione della decisione.
L’intervento della ministra Roccella
Sul caso è intervenuta anche la ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, che ha espresso la necessità di valutare con maggiore attenzione le conseguenze del provvedimento sui bambini.
La ministra ha dichiarato di condividere la richiesta di sospendere temporaneamente l’allontanamento e approfondire gli effetti che una decisione di questo tipo potrebbe avere sui minori.
Secondo Roccella, la situazione è particolarmente delicata perché i bambini hanno già vissuto una separazione e possibili traumi, e il nuovo trasferimento rappresenterebbe un ulteriore distacco, anche dalla struttura in cui hanno trascorso gli ultimi mesi.
A suo parere, prima di adottare misure così drastiche sarebbe necessario valutare attentamente le possibili conseguenze sulla famiglia, evitando di prendere decisioni immediate per poi analizzarne gli effetti solo in un secondo momento.

