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Faraone attacca La Vardera: «Si dia una calmata, così aiuta la destra»

Pubblicato il 13 Settembre 2026

Il leader di Italia Viva critica il nuovo corso dell’esponente di Progetto Civico

Davide Faraone, esponente di Italia Viva, interviene duramente sul comportamento politico di Ismaele La Vardera, invitandolo a moderare i toni e a evitare di trasformare il centrosinistra in un bersaglio quotidiano.

Secondo Faraone, la scelta di La Vardera di aderire a Progetto Civico e di collocarsi stabilmente nel centrosinistra avrebbe dovuto segnare l’inizio di un percorso condiviso. Al contrario, sostiene il parlamentare, l’esponente politico avrebbe iniziato a rivolgere critiche praticamente a tutti gli interlocutori della futura coalizione.

«Attacca praticamente tutti gli alleati»

Faraone contesta a La Vardera una serie di prese di posizione che, a suo giudizio, rischiano di compromettere la costruzione di un fronte alternativo alla destra.

Tra gli episodi citati ci sono i veti nei confronti di alcuni esponenti politici, le tensioni con il Movimento 5 Stelle, le accuse rivolte al Partito Democratico e gli attacchi nei confronti di Matteo Renzi. Faraone ricorda inoltre le critiche rivolte persino al sindaco di Agrigento, appartenente allo stesso movimento politico di La Vardera.

Il quadro delineato da Faraone è quindi quello di una forza politica che, invece di costruire alleanze, rischierebbe di entrare in conflitto con gran parte dei possibili partner.

«Di questo passo, ancora qualche settimana e dovrà fondare una coalizione con se stesso», osserva ironicamente Faraone, chiedendosi se questo sia davvero il modo di costruire un’alternativa alla destra.

Il richiamo al passato politico

Faraone respinge anche le accuse di appartenenza o di esclusiva rappresentanza del centrosinistra, ricordando il passato politico di La Vardera.

«Se c’è qualcuno che viene dalla destra è proprio lui», sostiene, richiamando la candidatura di La Vardera a sindaco di Palermo, sostenuta da Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Allo stesso tempo, Faraone sottolinea di non aver mai utilizzato quel precedente contro La Vardera, riconoscendo la possibilità di cambiare posizione politica.

«Si può cambiare idea», è il ragionamento di Faraone, che rivendica quindi la scelta di aver accolto La Vardera nel centrosinistra senza pregiudizi.

«Meno lezioni e più confronto sui programmi»

Proprio per questo, secondo Faraone, sarebbe ora necessario abbassare i toni e concentrarsi sui contenuti.

L’esponente di Italia Viva riconosce a La Vardera il pieno diritto di candidarsi alle primarie, invitandolo però a misurarsi sul terreno delle proposte politiche.

Il confronto, secondo Faraone, dovrebbe riguardare i programmi, le idee e la visione della Sicilia, lasciando agli elettori il compito di valutare e scegliere.

È questo, nella sua lettura, il normale funzionamento di una coalizione: confronto, competizione sulle idee e ricerca di una sintesi tra forze politiche diverse.

«Rischia di fare il lavoro della destra»

La critica più dura arriva però in conclusione.

Faraone avverte che attaccare quotidianamente Pd, M5S, Italia Viva, Controcorrente e gli altri possibili alleati potrebbe produrre un effetto opposto rispetto a quello dichiarato.

Invece di contribuire alla costruzione di un’alternativa alla destra, La Vardera rischierebbe infatti di indebolire proprio quelle forze che dovrebbero comporre il fronte progressista.

Da qui la provocazione finale di Faraone: se questo atteggiamento dovesse continuare, La Vardera potrebbe finire per apparire più come un «cavallo di Troia» di Giorgia Meloni che come un nuovo protagonista del centrosinistra.

Una battuta che sintetizza la preoccupazione espressa dal leader di Italia Viva: secondo Faraone, il conflitto permanente all’interno del centrosinistra rischia di diventare un vantaggio proprio per la destra.

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